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Una mostra sull’urbanistica sociale a Reggio

Inaugura sabato in biblioteca Panizzi uno spazio dedicato all'attività della Cooperativa Architetti e Ingegneri di Reggio Emilia dai documenti dell’Archivio Piacentini

REGGIO EMILIA – Inaugura sabato alle 11, nella sala mostre della biblioteca Panizzi, presente il sindaco Luca Vecchi, la mostra “L’arte di far vivere gli uomini. L’urbanistica sociale della Cooperativa Architetti e Ingegneri di Reggio Emilia dai documenti dell’Archivio Piacentini”, a cura di Lorenzo Baldini e Silvia La Ferrara.
Oltre al sindaco saranno presenti Giordano Gasparini, direttore della Panizzi, Giampiero Lupatelli dell’Archivio Osvaldo Piacentini e Silvia La Ferrara, co-curatrice della mostra.

Fondata a Reggio Emilia nel 1947 dall’iniziativa di un gruppo di studenti reggiani iscritti al Politecnico di Milano (Franco Valli, Ennio Barbieri, Silvano Gasparini, Aldo Ligabue, Antonio Pastorini, Osvaldo Piacentini, Athos Porta, Antonio Rossi, Eugenio Salvarani) la  Cooperativa Architetti e Ingegneri è stata protagonista di una nuova stagione urbanistica e il patto su cui si costituisce indica già una precisa direzione metodologica.
Una proposta progettuale efficace richiede una pluralità di soggetti e di scambi costanti fra i saperi e gli attori che concorrono alla realizzazione del paesaggio urbano. Allora “L’arte di far vivere gli uomini” sarà il risultato dell’elaborazione di un sapere collettivo, disciplinare e sociale, attraverso un metodo di lavoro sperimentale e in costante aggiornamento.

Scrive Osvaldo Piacentini in una relazione per la Triennale di Milano del 1947: “L’urbanistica non è un problema a sé, ma uno dei tanti aspetti dell’unico vero problema che è la vita dell’uomo. Bisogna studiare tutta una nuova vita della società dove ogni manifestazione si inserisca in un addentellato organico di funzioni. Noi vorremmo che tutti gli urbanisti italiani si facessero promotori e animatori della pianificazione nazionale; solo allora l’urbanistica potrà essere effettivamente l’arte di far vivere gli uomini”.

Ed è proprio Osvaldo Piacentini una delle figure chiave di questo percorso, che  dalla progettazione dei quartieri INA CASA nel dopoguerra e passando per il Collegio Opera pia Orfanotrofi del 1957, il villaggio della Nebbiara del 1960, e PEEP degli anni Sessanta, arriva al Piano regolatore di Reggio Emilia del 1967, uno dei primi esempi di applicazione reale e proficua degli standard urbanistici.

La mostra, promossa dal Comune di Reggio Emilia, Biblioteca Panizzi, con Archivio Piacentini, Caire Consorzio e CairePRO, in collaborazione con Coopservice, è visitabile da lunedì a sabato dalle 9 alle 20 e la domenica dalle 10 alle 13. In programma per domenica 16 ottobre alle 11 c’è una visita guidata gratuita alla mostra condotta dai curatori.