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Rifiuti, Tutino a Folli: “E’ la Regione a decidere i flussi”

L'assessore: "Chi ha promesso che l'inceneritore non sarebbe stato acceso e poi che avrebbe ricevuto i rifiuti solo di Parma ne rispondera' ai suoi cittadini"

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REGGIO EMILIA – L’assessore all’Ambiente del Comune di Reggio Emilia, Mirko Tutino, rimanda al mittente le accuse del suo collega di Parma Gabriele Folli sul dimensionamento dell’inceneritore di Ugozzolo. Oggetto del contendere, e’ la capacita’ dell’impianto di Iren, che un accordo tra azienda, Regione e enti locali parmensi, aveva fissato ad un massimo di 130.000 tonnellate all’anno.

Un tetto che pero’, ha denunciato Folli, la Regione potrebbe ora aumentare (a 149.000 tonnellate per il 2016 e a 165.000 nel 2017) a causa dell’aumento dei rifiuti prodotti a Reggio Emilia, corollario per l’esponente della giunta Pizzarotti delle politiche col freno a mano tirato attuate nella citta’ del Tricolore. Ancora piu’ esplicite le critiche di Patrizia Ageno, consigliera ex M5s del neogruppo di maggioranza “Effetto Parma”: “Oggi a causa dei mancati progressi degli altri territori emiliano-romagnoli, Reggio Emilia in primis che non ha impianti ed ha chiuso con il placet della Regione la discarica di Poiatica, i parmigiani dovranno sopportare l”ennesimo tradimento di quel patto tra enti locali, Iren e territorio che fu alla base della costruzione del forno. Noi non ci stiamo e chiediamo che tutti coloro i quali ritengano sia stato tradito il patto con i parmigiani, si mobilitino e chiedano conto a tutti i rappresentanti eletti di Parma e Provincia della loro posizione”.

E pronta parte la risposta di Reggio, dove proprio oggi la giunta comunale ha presentato il piano per l’estensione della raccolta differenziata. “Non sono d’accordo con l’affermazione che Reggio sia indietro con la raccolta differenziata perche’ dal 2011, quando erano coinvolti in citta’ 60.000 cittadini, si passera’ ai 263.000 del nuovo piano che presentiamo oggi”, dice Tutino. Soprattutto pero’, sottolinea l’assessore che siede anche nel Consiglio di Atersir, “l’impianto di Parma non e’ di Parma, ma della regione e prima ci mettiamo in testa tutti che non esistono piu’ impianti che rispettano i confini provinciali, meglio e'”.

Se cosi’ fosse, infatti, “ci sarebbero ad oggi nove inceneritori, uno per provincia”. Cio’ premesso, Tutino ricorda quindi “che e’ la Regione a decidere i flussi” e nessuna provincia puo’ oggi pensare di avere un proprio inceneritore. Infatti, anche supponendo che i reggiani continuassero a produrre il livello attuale di rifiuti, circa 145 chilogrammi all’anno per abitante (l’obiettivo e’ di ridurli a 100 chili, ndr), si produrrebbero 75.000 tonnellate di rifiuti, troppo poche per qualunque inceneritore. Quanto al tetto delle 130.000 tonnellate per l’impianto di Parma, Tutino non sarebbe piu’ di tanto sorpreso di un aumento: “Non e’ una novita’. Ho sempre sostenuto che tale quantita’ non era sostenibile”.

Il reggiano ricorda infine che, se a livello provinciale Parma ha raggiunto il 73% di raccolta differenziata, a Reggio si e’ al 67% e a Piacenza al 61%. Quindi “tutti stanno facendo la loro parte”. Insomma, conclude Tutino, “chi ha promesso che l’inceneritore non sarebbe stato acceso e poi che avrebbe ricevuto i rifiuti solo di Parma ne rispondera’ ai suoi cittadini. Noi abbiamo solo promesso che avremmo aumentato la raccolta differenziata e su questa strada ci stiamo muovendo”.

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