Rifiuti da Reggio, Parma si ribella alla Regione e avvia verifiche legali

L'assessore Folli informa che l'amministrazione "sta verificando con l'aiuto di consulenti incaricati la conformita' degli atti rispetto a quanto previsto dall'Autorizzazione integrata ambientale" ed anche "i possibili correttivi da proporre in futuro affinche' questa situazione non si ripeta"

REGGIO EMILIA – Caduti nel vuoto gli appelli politici, il Comune di Parma annuncia misure piu’ drastiche nei confronti della Regione per impedire che i maggiori rifiuti indifferenziati prodotti in provincia di Reggio finiscano da qui a fine anno nell’inceneritore di Ugozzolo, superando cosi’ il limite delle 130.000 tonnellate annue concordato dagli enti parmigiani con lren.

L’assessore all’Ambiente Gabriele Folli informa in particolare che l’amministrazione “sta verificando con l’aiuto di consulenti incaricati la conformita’ degli atti rispetto a quanto previsto dall’Autorizzazione integrata ambientale” ed anche “i possibili correttivi da proporre in futuro affinche’ questa situazione non si ripeta rispetto ad una pianificazione che dovrebbe prevedere con largo anticipo eventuali anomalie dei flussi in ingresso al Polo ambientale”.

Dopo la querelle con i “cugini reggiani”, prosegue Folli, “verra’ chiesto agli enti competenti che nei report mensili che spesso ci giungono con qualche ritardo direttamente dal gestore, una maggiore tempestivita’ nella trasmissione degli stessi e pure che siano distinti i flussi di rifiuti urbani provenienti dalla Provincia di Reggio Emilia rispetto a quelli di Parma, al fine di essere piu’ precisi nell”individuazione delle cause di eventuali futuri scostamenti”.

Infatti, viene fatto presente, “il monitoraggio dei flussi e’ partito in ritardo rispetto alle necessita’ (la delibera regionale e’ del primo di agosto 2016): ci auguriamo che dopo un primo periodo di assestamento il sistema sia allineato rispetto alle necessita’ di controllo tempestivo dell”andamento”.

Inoltre, ed e’ ancora l’ente di viale Aldo Moro il destinatario del messaggio di Folli, “diventa sempre piu’ di attualita’ la richiesta avanzata alla Regione lo scorso 7 luglio dai cinque sindaci dei Comuni di Sorbolo, Colorno, Torrile, Mezzani e Parma per la costituzione di un osservatorio che veda allo stesso tavolo i Comuni, Regione, Arpa, Asl, Istituto superiore di sanita’ e rappresentanti delle associazioni ambientaliste”, per cui “si e’ in attesa di una convocazione per definirne perimetro di azione, responsabilita’ e ruolo nella convinzione che questo strumento possa garantire la massima trasparenza nella comunicazione alla cittadinanza di tutte le tematiche inerenti all’impianto di incenerimento situato nel Comune di Parma”.

L’esponente della giunta Pizzarotti resta poi convinto che le politiche virtuose del Comune ducale in tema di raccolta differenziata non giustifichino la “punizione” dell’aumento della capacita’ dell’inceneritore e precisa che “il citato incremento dei rifiuti ingombranti rispetto alle attese non risulta essere causato, se non in minima parte, dal Comune di Parma che vede a settembre 2015 una produzione totale di rifiuti ingombranti di 1.943 tonnellate rispetto ad un complessivo 2014 di 2.399 tonnellate, in linea dunque se non di poco superiore ai dati dell’anno precedente”.

E ancora: “La produzione di rifiuti urbani indifferenziati della provincia di Parma, nella stima regionale per il 2016, e’ diminuita rispetto alle previsioni del Piano, mentre quella della provincia di Reggio Emilia, nello stesso periodo, e’ aumentata rispetto alle previsioni del piano” (Fonte Dire).