Ragazzo down multato, Tutino: pure anziani malati sanzionati, ora basta

L'assessore alla Mobilità: "Il prossimo anno un bando di gara con criteri rigorosi relativi al comportamento dei controllori". Fantuzzi: "Perché il servizio è stato esternalizzato?"

REGGIO EMILIA – “Sono numerose le segnalazioni di persone, soprattutto anziane, alcune delle quali con palesi difficoltà motorie, che si sono trovate davanti un controllore non comprensivo che le ha multate”. L’assessore alla Mobilità, Mirko Tutino, torna, parlando con Reggio Sera, sull’argomento della multa appioppata al ragazzo down da un controllore di Holacheck, la società privata a cui Seta, da qualche anno, ha esternalizzato il controllo dei biglietti sui bus (peraltro la società modenese è partecipata al 40% da Seta).

Una persona anziana, in effetti, che magari ha un problema di tremolio alle mani dovuto all’età o a una malattia, può non accorgersi che il biglietto è stato risputato fuori dalla macchinetta senza essere stato timbrato. Ebbene, a quanto pare, i controllori sui bus sarebbero implacabili anche con queste persone. Una di queste in particolare, affetta da una patologia grave, di cui per motivi di privacy non si può pubblicare il nome, si è vista annullare la multa da Seta in seguito alla presentazione del certificato medico.

Il contratto di Holacheck con Seta, scaduto a dicembre del 2015 e prorogato fino a fine 2016, dal prossimo anno non potrà essere più rinnovato e servirà un bando di gara per affidare il servizio. Dice Tutino: “Il Comune fisserà degli standard di qualità, nella procedura di gara, che prevederanno la rescissione del contratto in caso di comportamenti poco rispettosi da parte dei controllori”.

Ma l’assessore deve anche ammettere che l’esternalizzazione del servizio ha prodotto risultati importanti in questi anni. Dice: “In questi anni l’attività di controllo ha prodotto dei risultati e sono aumentati gli introiti da tariffe e abbonamenti. Tuttavia ci devono essere dei limiti alla riscossione che riguardano il comportamento che deve essere tenuto verso categorie sensibili quali disabili, anziani e studenti. Quel controllore rappresenta il sistema pubblico nel momento in cui sale sul mezzo.  Seta mi sembra che lo abbia capito, ma evidentemente Holacheck no. Noi questo aspetto, come azionisti, lo porremo con una certa forza”.

Non sarà facile, tuttavia, perché Holacheck è una società che ha ottime relazioni e che sa anche farsi benvolere, almeno sul territorio modenese. L’anno scorso ha donato ben venti defibrillatori ad altrettante società sportive e palestre modenesi, un terzo di quelle necessarie secondo il piano del Comune per mettere in sicurezza, dal punto di vista cardiologico, gli impianti sportivi cittadini.

Un’azienda che lavora per molte società di trasporto pubblico locale dell’Emilia Romagna: Tper (Bologna, Imola e Ferrara), Start (Romagna). Ma anche in Lombardia con Autoguidovie Italiane (Milano e Monza), Line e Star (Lodi e Pavia). Su un bilancio di poco superiore ai 4 milioni Seta da sola realizza un quarto del fatturato, un milione in tutto. La metà è pagato con contributo fisso e il resto arriva da una quota delle multe versate nelle casse di Seta entro 60 giorni dal verbale.

Fantuzzi: “Perché il servizio è stato esternalizzato?”
Sulla vicenda interviene anche Francesco Fantuzzi, di Reggio Città aperta, che scrive: “La triste vicenda di M., il ragazzino multato su un autobus Seta per aver sbagliato biglietto, non può essere archiviata con il pur pronto intervento dell’assessore Mirko Tutino e con le conseguenti verifiche sulla qualità del lavoro della società Holacheck, cui il servizio è stato affidato. Le questioni di fondo, cui pochi paiono porre la necessaria attenzione, sono le seguenti. Perchè il servizio di controllo dei biglietti è stato esternalizzato? Quali sono i costi del servizio? Sono previste provvigioni per ogni multa elevata? Al di là del necessario rispetto delle regole di accesso, spesso sottovalutate in passato, occorre fare chiarezza sulle scelte dell’azienda e della nostra amministrazione, a tutela di chi, come M., non è in grado di difendersi, ma anche di ogni cittadina e cittadino. Il trasporto pubblico dovrebbe essere un bene comune, non un’attività cui applicare logiche di mero profitto, come una provvigione”.