Ragazzo down multato, il sindaco: “Lo incontrerò, quel bus è casa sua”

Il primo cittadino su Facebook: "Vorrei che ritrovasse presto la forza e la voglia di salire su quell'autobus". Salta fuori che il servizio di controllo è stato subappaltato a una società esterna. La sanzione sarà annullata. Seta: "Eccesso di zelo"

REGGIO EMILIA – Il sindaco Luca Vecchi incontrerà M., il ragazzino down multato sull’autobus ieri perché aveva sbagliato a fare il biglietto sulla tratta Reggio Emilia-Albinea.

Scrive il primo cittadino su Facebook: “Ho chiamato la signra A. Z., mamma di M. L’ho ringraziata per come ha deciso, giustamente, di porre la brutta vicenda che ha visto purtroppo protagonista suo figlio. Ci sono momenti in cui ci si assume responsabilità pubblicamente anche se non si è strettamente responsabili. Il rapporto tra rispetto delle regole e sistema dei valori condivisi non è questione di tipo accademico e credo che questa vicenda, brutta e auspicabilmente da non ripetersi, sia utile per comprendere alcune cose. Per comprendere che la dignità della persona viene prima di tutto. Per comprendere che si convive in modo civile se si riconoscono e condividono certi valori”.

Continua il sindaco: “Per noi il rispetto delle persone e la volontà di non lasciare indietro nessuno viene prima di tutto. E chiunque lavora con noi nella più ampia sfera dei servizi pubblici locali sa bene (e se eccezionalmente non lo sapesse gli va spiegato ….) che questi sono i valori che storicamente hanno connotato il livello di civiltà della nostra città”.

E conclude: “Nei prossimi giorni incontrerò M. in comune perché vorrei che ritrovasse presto la forza e la voglia di salire su quell’autobus. Perché quell’autobus è casa sua”.

Il controllore lavora per una società esterna che svolge l’attività di verifica sui biglietti
Scrive su Facebook l’assessore Tutino: “Il controllore – che lavora per una società esterna che svolge l’attività di controllo (Holacheck) – verrà presto convocato e saranno fatti gli interventi necessari. Questa mattina il Direttore Badalotti parlerà con la mamma innanzitutto per porgerle le scuse e poi per capire come l’azienda – al di là della naturale archiviazione di una sanzione assurda – possa trovare un modo per restituire a Mikkel la fiducia nella sua possibilità di viaggiare in autonomia su un mezzo di trasporto pubblico”. Holacheck è una società modenese che si occupa da tre anni, fra le altre cose, anche di contrasto dell’evasione sui mezzi di trasporto. E’ partecipata al 40 per cento da Seta che, fra una quota delle multe e un contributo fisso, versa alla società circa un milione di euro l’anno.

La sanzione sarà annullata
Sarà annullata la sanzione elevata a M., ragazzo down, ieri su un bus di Seta lungo la tratta fra Reggio Emilia e Albinea. E’ quanto farà l’azienda, come preannunciato dal direttore Roberto Badalotti, dopo le scuse ai familiari che sono state immediatamente rivolte dal sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi e da quello di Albinea, Nico Giberti.

Il sindaco Luca Vecchi, insieme con l’assessore alla Mobilità Mirko Tutino e la presidente di Fcr e coordinatrice del progetto Reggio Emilia città senza barriere, Annalisa Rabitti, commentano così la vicenda: “Quanto è accaduto sul bus è gravissimo. E’ una cosa che parla di mancanza di rispetto per la fragilità, di non consapevolezza, delle barriere culturali che sono ancora da abbattere rispetto alla diversità. Ogni azione, anche piccola, è significativa nella vita di una persona fragile. La dignità della persona viene prima di tutto e si convive in modo civile se si riconoscono e condividono certi valori. Per noi il rispetto delle persone e la volontà di non lasciare indietro nessuno viene prima di tutto. E chiunque lavora con noi nella più ampia sfera dei servizi pubblici sa bene (e se eccezionalmente non lo sapesse, gli va spiegato molto chiaramente), che questi sono i valori che storicamente hanno connotato il livello di civiltà della nostra città e vanno acquisiti bene, perché nessuno si sogna di cambiarli.”.

“Al di là della naturale archiviazione di una sanzione assurda – sottolineano gli amministratori – serve ora far sì che M. possa trovare il modo di riavere fiducia nella sua possibilità di viaggiare in autonomia su un mezzo di trasporto pubblico, dopo gli sforzi che sicuramente la famiglia ha fatto per rendere autonomo il ragazzo. Non vogliamo e non consentiremo, d’altro canto, che un episodio, per quanto fortemente negativo, vanifichi il lavoro di chi ogni giorno è impegnato a migliorare la qualità del servizio di trasporto pubblico. In questi mesi, all’interno del progetto ‘Reggio Emilia città senza barriere’, abbiamo promosso fra l’altro la formazione degli autisti di Til (azienda che gestisce i minibù e gli scuolabus) sui temi della disabilità e dell’handicap e tale formazione si estenderà a tutti gli operatori del trasporto pubblico locale: il loro comportamento può essere di grande aiuto, certo non deve tradursi in una ‘barriera’. E’ normale che si svolga una rigorosa attività di controllo sui bus, ma questa attività deve associarsi alla capacità di spiegare e alla costruzione di un rapporto di rispetto e dialogo con l’interlocutore, il passeggero”.

“Il trasporto pubblico – concludono sindaco, assessore e presidente – migliora se si parla dei problemi che lo riguardano con franchezza, per poi affrontarli con serietà. L’intervento della madre di M. e l’attenzione che ha raccolto sui social sono una spinta a continuare nel lavoro per rendere i servizi della nostra città, e in particolare il trasporto pubblico, un luogo ospitale per i nostri figli, per i pendolari, per tutti coloro che lo utilizzano”.

Seta: “Eccesso di zelo”
In merito all’episodio del ragazzo con sindrome di Down che ieri ad Albinea è stato multato perché trovato in possesso di un titolo di viaggio non sufficiente per la tratta su cui stava viaggiando, Seta “intende scusarsi ufficialmente con il diretto interessato e con la sua famiglia per la spiacevole vicenda, originata da un eccesso di zelo da parte dei verificatori in servizio sulla linea 1, che si sono attenuti scrupolosamente alle regole previste senza far ricorso alla dose di buon senso e di normale sensibilità che il caso specifico avrebbe richiesto”.

Continua l’azienda: “Non appena informati del fatto increscioso, il presidente ed il direttore generale di Seta hanno provveduto a contattare la famiglia del ragazzo per porgere le dovute scuse e per garantire che la vicenda verrà immediatamente risolta. L’azienda ha inoltre manifestato la propria disponibilità a porre in essere ogni azione che possa contribuire a ristabilire nel ragazzo la fiducia nei confronti del servizio di trasporto pubblico, confidando che questo increscioso episodio non ne precluda l’intenzione di utilizzare i mezzi Seta per i suoi spostamenti futuri”.

E conclude: “Seta coglie altresì l’occasione per ribadire la fiducia nell’operato del personale di verifica, che svolge quotidianamente un compito molto importante con correttezza e professionalità, in condizioni di lavoro spesso difficili. Al contempo, Seta precisa che non sono tollerabili da parte del personale di verifica atteggiamenti irriguardosi – né tantomeno mortificatori – nei confronti degli utenti: qualora rilevati, tali condotte daranno seguito agli opportuni provvedimenti disciplinari”.