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Platani d’oro, è polemica: esposto alla Corte dei conti

I membri della Consulta del Verde Pedrazzoli e Pellini: "Costati 72mila euro e poi capitozzati per motivi ornamentali. Poi spesi soldi per farle tornare come prima". Cantamessi: "Spreco di soldi in manutenzione"

REGGIO EMILIA – “Platani d’oro, non sarebbe stato più semplice e meno costoso acquistare fin da subito alberi dal portamento naturale come avevamo dichiarato noi allora?”. Gioacchino Pedrazzoli e Ugo Pellini (membri della Consulta Verde del Comune di Reggio Emilia) intervengono sulla annosa vicenda che riguarda gli otto alberi di piazza Martiri del 7 Luglio, esemplari di circa 40 anni, fatti arrivare dalla Catalogna, nel 2007, fortemente capitozzati, cioè costretti da una drastica potatura a una forma obbligata. “Sono ornamenti d’arredo più che piante, forme vegetali architettoniche”, avevano dichiarato allora gli amministratori per giustificare la spesa. Sulla vicenda il Movimento 5 Stelle ha promesso un esposto alla Corte dei conti.

Erano stati definiti i “Platani d’oro” perché erano costati 72mila euro ed avevano sollevato tante polemiche, oltre per l’elevato costo, anche per la discutibile scelta botanica. Erano insorti ed avevano protestato in tanti: il Consorzio Fitosanitario, il preside dell’Istituto Agrario Zanelli, i membri della Consulta del verde, “ma l’Amministrazione aveva tirato dritto senza ascoltare niente e nessuno”.

A distanza di nove anni si scopre nel sito degli “Arboricoltori italiani” un’inquietante verità. Scrivono Pellini e Pedrazzoli: “in tutti questi anni l’amministrazione comunale ha speso altre energie e soldi per “ricostruire” le piante in modo da conferire loro il portamento naturale. “Oggi i Platani sono esteticamente accettabili – scrive Giovanni Morelli l’agronomo esperto che ha curato l’operazione-, vigorosi, esenti da patologie (in particolare lesioni cariogene sulle sedi di taglio del 2007) ed in grado di proseguire in autonomia il loro processo di autodeterminazione”.

Al momento di installare sulla piazza i preziosi esemplari, chi si intende di piante si accorse subito dell’impossibilità tecnica di allevarli, ormai così capitozzati, nella forma obbligata ornamentale vagheggiata da qualche sognatore di arredo urbano, poco esperto delle esigenze botaniche di piante in quelle condizioni. Continuano Pellini e Pedrazzoli: “Ha prevalso negli anni successivi, e per fortuna, la competenza di chi ha scelto di operare restituendo ai platani la loro forma di sviluppo naturale”.

Sulla vicenda interviene anche Ivan Cantamessi capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale che promette un esposto alla Corte di conti e scrive: “Nel 2007 durante la giunta Delrio, scoppiò il cosiddetto caso dei “Platani d’oro” sollevato sia dal consigliere Mario Monducci della lista civica Gente di Reggio sostenuto da diversi esperti ed ambientalisti come Ugo Pellini, Gioacchino Pedrazzoli che oggi hanno puntualmente ricordato quello spreco. E’ ora di richiamare alle loro responsabilità chi nell’amministrazione Delrio volle acquistare quei ‘platani d’oro’, che in tanti anni ci sono costati tantissimo in manuntenzione. Predisporremo quindi un esposto alla Corte dei Conti, affinchè verifichi le eventuali responsabilità dell’allora sindaco Delrio, dell’ allora assessore Spadoni e del dirigente Magnani”.