Novellara, imprenditore rovinato dal gioco rapina sala scommesse

Il 46enne è entrato nel'esercizio e ha minacciato la dipente con una pistola fuggendo con 5mila euro. E' stato identificato e arrestato: la moglie 40enne è stata denunciata per favoreggiamento

NOVELLARA (Reggio Emilia) – Un imprenditore edile 46enne di Gualtieri è stato arrestato dopo aver rapinato una sala scommesse di Novellara dove aveva perso importanti somme di denaro. Un colpo da circa 5.000 euro quello portato a termine dall’imprenditore che, fuggito dopo la rapina, è stato identificato, rintracciato ed arrestato dai carabinieri del nucleo operativo di Guastalla. Nei guai è finita anche la moglie 40enne che è stata denunciata per favoreggiamento.

L’uomo ieri mattina poco dopo le 11,30, a volto scoperto ed armato di pistola, è entrato dentro una sala giochi di Novellara e, minacciando la dipendente, ha preso dal cassetto una somma di 5mila euro e poi è fuggito. Sul posto sono arrivati i carabinieri, mentre nell’intera bassa reggiana è scattata una serrata caccia all’uomo. Grazie all’analisi del sistema di videosorveglianza dei varchi del comune di Novellara e alle testimonianze raccolte dai militari, l’uomo è stato identificato e poi riconosciuto in una seduta d’individuazione fotografica dalla vittima.

I militari hanno chiamato la moglie che era con lui e sono riusciti a convincerlo a costituirsi. La pistola utilizzata per la rapina, una scacciacani, è stata trovata dai carabinieri lungo la Cispadana dove era stata gettata durante la fuga. La refurtiva invece non è stata trovata. L’uomo è stato arrestato per rapina aggravata, mentre la moglie è stata denunciata per favoreggiamento.

La vicenda porta nuovamente alla ribalta il problema della ludopatia. Nel settembre del 2013, sempre a Novellara, un altro affermato 56enne imprenditore edile era finito sul lastrico per i videopoker. Dopo aver perso 500 euro al gioco, con una maschera di Mandrake e un coltello si era presentato nel bar dove aveva perso i suoi soldi tentando di rapinarlo. Era stato denunciato dai carabinieri che lo avevano convinto a rivolgersi a una comunità.