Missione in Sudafrica e Mozambico: affari, solidarietà e cultura

Dal 17 al 24 ottobre il sindaco Luca Vecchi guida infatti una missione istituzionale per firmare diversi accordi di varia natura e promuovere la citta' del Tricolore e il suo territorio a livello internazionale

REGGIO EMILIA – I rapporti tra Reggio Emilia e l’Africa, da anni basati sulla solidarieta’ e la cooperazione internazionale, si evolvono in scambi culturali e nuove opportunita’ per le imprese. Dal 17 al 24 ottobre il sindaco Luca Vecchi guida infatti una missione istituzionale nelle Repubbliche del Sud Africa e del Mozambico per firmare diversi accordi di varia natura e promuovere la citta’ del Tricolore e il suo territorio a livello internazionale.

Insieme con i rappresentanti delle istituzioni – oltre al Comune, l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia (Unimore), l’Istituzione scuole e nidi d’infanzia, l’Istoreco – partecipano organismi economici (Unindustria e Legacoop) e di progettazione internazionale (Fondazione E35), consorzi d’imprese (Agro Equipment Group e Consorzio Automotive Unindustria), imprese e cooperative leader nei rispettivi settori: Irriland, Flexbimec, Genmac, Gamma Meccanica, Cantine Riunite, LattEmilia, Smeg, Landi Renzo, Ecologia Soluzione Ambiente, Fagioli.

La missione, che si sviluppa in collaborazione con la Regione, tocchera’ le citta’ di Johannesburg, Ekurhuleni e Pretoria in Sud Africa e Maputo e Pemba in Mozambico. Nella prima parte del viaggio e’ prevista la firma di un accordo tra il governatore Stefano Bonaccini e David Makhura, premier della provincia del Gauteng (la quarta economia del continente africano), in cui verra’ messo in evidenza il ruolo di Reggio negli scambi col Sud Africa.

Il sindaco Luca Vecchi ufficializzera’ invece un accordo di collaborazione in ambito economico tra la Fondazione E35 del Comune e l’Agenzia dello sviluppo del Gauteng. A Pemba verra’ invece controfirmato il patto di gemellaggio con la citta’, legata al capoluogo emiliano dal 1975. Il fitto calendario di incontri con le imprese africane prende invece le mosse dagli ultimi dati sull’export reggiano: 77 milioni nel 2015 verso il sud Africa (in prevalenza del settore meccanico) e 3,6 milioni verso il Mozambico, dato triplicato negli ultimi tre anni.

Le imprese aderenti sono inoltre protagoniste della terza edizione dell’Italy-South Africa Summit promosso dal forum Ambrosetti, per la prima volta ospitato a Johannesburg, a cui Vecchi e’ stato invitato come relatore. Sul fronte culturale, e’ gia’ avviata una collaborazione tra una galleria privata e la fondazione Palazzo Magnani, che portera’ nel 2018 ad una grande mostra di arte africana ed europea a Reggio. Gli ambasciatori della citta’ emiliana saranno invece i servizi per l’infanzia (presentati in un evento a Pemba) e i prodotti tipici del territorio, lambrusco, aceto e parmigiano, serviti nel corso di una cena di solidarieta’ dallo chef Gianni D’Amato che partecipa alla missione.

Il Comune di Reggio ha infine preparato una pubblicazione sul territorio e le relazioni con il Sud Africa che sara” distribuita ai partecipanti del forum Ambrosetti.
“Con ogni probabilita’ – commenta Vecchi – e’ una delle più grandi missioni istituzionali organizzate da Comune. Un fatto inedito, perche’ eventi di questo tipo sono in genere promossi dal ministero degli Interni, ma anche innovativo perche’ per la prima volta si tratta di una missione economica che rappresentera’ una grande occasione per instaurare nuove relazioni commerciali, arricchendosi tuttavia anche di contenuti culturali”.

E’ tempo, dice l’assessore alla Citta’ internazionale Serena Foracchia, “di capitalizzare la lunga storia di rapporti che ci lega al Sud Africa”. Soddisfatti anche Mauro Severi, presidente degli industriali reggiani e Michelangelo Dalla Riva, segretario della Camera di commercio: “Per internazionalizzarsi le nostre imprese hanno bisogno di iniziative come queste e volentieri le sosteniamo”, dicono. Andrea Volta, presidente di Legacoop, ha detto: “La nostra è una partecipazione importante. Le aziende cooperative devono aprirsi di più a un dimensione internazionale”.