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Mirabello, il Tar boccia il ricorso del rugby Reggio

La Fondazione si è vista riconoscere la legittimità del proprio operato, che ha limitato per la stagione sportiva in corso “l’utilizzo dell’impianto, escludendo il gioco del rugby e del football americano"

REGGIO EMILIA – Il Tar di Parma ha bocciato nel merito il ricorso proposto da Rugby Reggio ASD contro la Fondazione per lo sport a proposito dell’appalto per la gestione del Mirabello, dopo che aveva già respinto la richiesta di sospensiva del bando circa un mese fa.

Scrive la Fondazione: “Assistita dall’avvocato Simone Uliana del Foro di Parma, la Fondazione si è vista riconoscere la legittimità del proprio operato, che ha limitato per la stagione sportiva in corso – citiamo testualmente in corsivo dalla sentenza – “l’utilizzo dell’impianto, escludendo il gioco del rugby e del football americano e riservando al gioco del calcio femminile lo stadio per la maggior parte del tempo e gratuitamente”, in virtù di una “ponderata valutazione dei contrapposti interessi che vedono in campo le associazioni calcistiche femminili e quelle maschili””.

E aggiunge: “Infondati per tre volte sono stati definiti i motivi e le censure proposte dai legali di Rugby Reggio ASD nel ricorso, mentre – citiamo ancora dalla sentenza – “lo stretto rapporto tra i disposti lavori di manutenzione straordinaria del terreno di gioco e la disciplina dell’uso specifico dello stesso è messo ben in evidenza nella delibera dell’aprile 2016 impugnata dalla ricorrente””.

A parere del TAR, poi, la legittimità dell’operato della Fondazione ha fondamento anche “nell’esigenza di impedire un uso del campo che possa compromettere la sua integrità all’indomani di un esborso economico reso necessario da lavori di rispristino del manto erboso”.

Commenta la Fondazione: “È una grande soddisfazione veder confermata da questa sentenza l’azione imparziale e il buon operato della Fondazione, che fa giustizia una volta delle calunnie e dei molti travisamenti dei fatti con cui da più parti si è cercato di delegittimarne l’operato, proprio all’indomani di un risultato gestionale straordinario. Speriamo che ciò ponga anche fine ad un meschino risentimento verso il calcio femminile, che ha visto troppi settori del mondo sportivo prigionieri di quei pregiudizi che il progetto a favore dello sport femminile ha invece denunciato con forza. La Fondazione, tuttavia, mantiene – nonostante l’ostilità mostrata da taluni – il proprio impegno di imparzialità e la propria volontà di cooperazione con l’intero mondo sportivo, a partire dalla ricerca di soluzioni (anche relativamente allo stadio Mirabello) che, ampiamente condivise anche ed anzitutto dagli eventuali controinteressati, riescano a dare eque risposte nel rispetto della legalità al più vasto numero di esigenze che abbiano a manifestarsi. Ciò, sia detto, coerentemente con una prassi, che, anche in questa circostanza, ed anche prima ed prescindere dall’esito favorevole del ricorso, guarda sempre ad un orizzonte comunitario”

E conclude: “Infatti se vincere in questa causa è stato importante, ancor di più lo è convincere, condividendo – secondo lo spirito e lo Statuto della Fondazione – le scelte, affinché esse non sono mai ispirate ad arbitrio o a capriccio, ma al perseguimento del bene comune ed al principio di equità, in modo che si tenga sempre conto dell’interesse dei “piccoli”, non meno che dei “grandi”. Lo abbiamo già detto, ma conviene ripeterlo: lo sport solo di alcuni non è lo sport della Fondazione per lo sport. E’ costato molto tempo e molta fatica non cedere alle troppe pressioni di questi mesi, ma mai come oggi, pur se sono trascorsi quasi 2000 anni, ci sembra vera e attuale una frase di Seneca: “Non bisogna guardare quale sia il premio di una giusta azione: il premio maggiore consiste nella giustizia””.