Marchesini rilancia a Carpi e annuncia: “Non ci fermeremo”

Con un investimento da 15 milioni di euro apre il più grande polo italiano per la realizzazione di macchine per la termoformatura

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BOLOGNA – Il gruppo Marchesini raccoglie la sfida dell’industria 4.0 e rilancia. Con un investimento da 15 milioni di euro apre a Carpi il più grande polo italiano per la realizzazione di macchine per la termoformatura, la tecnica di stampaggio di materie plastiche a caldo utilizzata per la realizzazione dei blister farmaceutici. Nel nuovo stabilimento, inaugurato sabato mattina, si concentra l’attività di due delle tre fabbriche del gruppo bolognese del packaging a Carpi: per ora la struttura darà lavoro a 150 persone, ma, una volta a regime, si punta a inserire, già dal prossimo anno, altri 50 lavoratori, soprattutto tecnici e ingegneri carpigiani e modenesi. “Fare impresa in Italia è possibile. Noi non siamo disponibili ad arrenderci al clima di coloro che dicono no per partito preso. Io non so come sarà il futuro, ma noi non abbiamo intenzione di fermarci”, scandisce il presidente Maurizio Marchesini aprendo le porte dello stabilimento.

Una struttura da 14.000 metri quadrati che ha sposato le più moderne tecnoclogie per il risparmio energetico e la qualità ambientale. “Quella di Carpi è stata costruita e crescerà come una fabbrica intelligente e moderna, con ritmi di produzione industriali ma qualità sartoriale dei prodotti – spiega Marchesini – le tecnologie usate ci permetteranno di ottenere copertura energetica da fonti rinnovabili e di ridurre al minimo le emissioni dannose”. Si tratta poi di uno stabilimento 100% Made in Italy, sia per i prodotti che per le tecnologie usate. “Oggi non stiamo inaugurando solo una fabbrica, ma stiamo festeggiando un modo di fare impresa e di valorizzare il nostro territorio”, rivendica l’imprenditore, numero uno di Confindustria Emilia-Romagna. Il taglio del nastro di sabato è stato anticipato da cinque giorni di ‘open house’ nel corso dei quali 700 clienti arrivati da ogni parte del mondo hanno potuto visitare la fabbrica, che per l’occasione si è fatta vetrina per altre eccellenze del territorio, da Blumarine a Maserati, da Twin Set a Ferrari.

“Abbiamo presentato quanto di meglio il made in Italy può fare: questa è l’Italia che ci piace raccontare all’estero– afferma Marchesini-. L’Emilia-Romagna è in Italia, quindi dobbiamo superare le difficoltà anche a livello nazionale, certo qua c’è un desiderio di farcela maggiore. Le perturbazioni ci saranno, l’anno prossimo si prevede un calo del mercato mondiale, ma dobbiamo tener duro e continuare con determinazione a fare le cose che sappiamo fare”. Operazioni come quella presentata sabato a Carpi rappresentano una forte iniezione di fiducia per il sistema produttivo regionale.

“Abbiamo bisogno di messaggi positivi e investimenti che guardino alla crescita”, evidenzia il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, in un passaggio del suo intervento all’inaugurazione. “Non so se l’Emilia-Romagna, come prevedono le ultime analisi economiche, sarà davanti alla Lombardia. Il primo o secondo posto non conta, mi interessa invece stare in quel gruppo di testa che traccia la strada con l’obiettivo di riportare la disoccupazioni ai bassi livelli del passato”, afferma il governatore.

“La Regione può poco di fronte alle turbolenze internazionali, però è giusto fare bene i compiti a casa nostra per intercettare la ripresa ed esserne protagonisti”, ammonisce.
“Questa è una bella giornata per l’Italia e per l’Emilia-Romagna. Il segnale è chiaro: in Italia si possono fare impresa, innovazione e creare posti di lavoro”, sottolinea il ministro per l’Ambiente, Gian Luca Galletti. “Qui, in questo progetto, c’è il format Emilia-Romagna, ovvero al capacità di fare squadra, lavorare insieme, istituzioni, imprese e società civile”, riconosce il ministro, che evidenzia anche le caratteristiche ambientali del progetto.

“L’ambiente non è un pericolo per gli imprenditori– assicura- in Emilia-Romagna ci sono 33.000 imprese che hanno puntato su eco-investimenti, un numero inferiore solo a quello della Lombardia. Nell’industria 4.0 non si può fare a meno dell’aspetto ambientale. Per questo, quello che inauguriamo oggi è un pezzo del futuro di questa regione”. E, infatti, a sottolineare l’importanza dell’evento, un amplio parterre di ospiti illustri: l’ex premier Romano Prodi, il vescovo di Carpi, Francesco Cavina (a lui il compito di benedire il nuovo polo produttivo), Gaetano Maccaferri, il presidente degli industriali di Modena Valter Caiumi, il sindaco di Modena, Giancarlo Muzzarelli, il presidente della Fiera di Bologna, Franco Boni, l’ex ministro ed ex presidente di Enel, Piero Gnudi. “Da questa operazione arriva un segnale di fiducia verso il futuro”, afferma il sindaco di Carpi Alberto Bellelli. “Per noi è la realizzazione di un sogno. Abbiamo avuto diverse vicissitudini, tra cui un terremoto, ma ci siamo riusciti”, conclude Marchesini.

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