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Manovra 2017, Renzi: ”Via Equitalia. Pagare meno, pagare tutti”

Renzi: 'Italia non va ancora bene, ma un po' meglio di prima. Filosofia manovra competitività e equità'. Deficit 2017 sale al 2,3%. 7 mld per Ape e pensioni basse

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REGGIO EMILIA – “Equitalia era simbolo di approccio vessatorio. La chiudiamo come detto un anno fa. Pagare meno, pagare tutti”. Così il premier Matteo Renzi su Twitter commenta le misure del Bilancio 2017, ricordando che il canone Rai scenderà a 90 euro e che per la sanità ci saranno 2 miliardi in più che serviranno anche per farmaci oncologici, vaccini, epatite C, e per l’assunzione di “nuovi medici e infermieri”. La manovra, aggiunge, “contiene altre buone misure dai soldi per le pensioni basse alla scuola. Dalla competitività agli investimenti”.

Una manovra che lievita a 27 miliardi, che non tocca il fondo sanitario e che guarda al “merito” e “all’equità”. Una manovra che serve all’Italia e che non ha sapore pre-elettorale, sottolinea Matteo Renzi illustrando le misure che saranno finanziate nel 2017 e nei prossimi anni, che proseguono nel solco tracciato fin dal 2013, il taglio delle tasse. E che lancia la sua scommessa per la crescita, che, secondo il premier, grazie a rilancio degli investimenti e spinta alla competitività consentiranno di vedere il Pil anche oltre l’1% indicato fino a qui, grazie anche ai margini di deficit che, per l’anno prossimo, è fissato al 2,3%, tre decimali (circa 5 miliardi) sopra quello programmato nell’aggiornamento del Def.

“L’Italia non va ancora bene ma dopo due anni e mezzo va un po’ meglio di prima, non siamo contenti, abbiamo fame di risultati positivi ma Italia va meglio. Passo dopo passo”. Così Matteo Renzi illustrando, con le slides, la legge di bilancio. Oltre alla legge di bilancio abbiamo approvato “un dl che interviene sui fondi 2016, il famoso fondo della presidenza e interviene sull’obiettivo del governo di chiudere la parentesi di Equitalia aprendo un capitolo nuovo”. “La filosofia della stabilità 2017 è merito e bisogno, tenere insieme competitività ed equità, dare una chance a chi ci prova e una mano a chi non ce la fa. La manovra per il 2017 è fatta “di 6 capitoli, il più importante è la competitività” sulla quale ci sono “20 miliardi in più anni”. Così il premier Matteo Renzi al termine del Cdm che ha varato la legge di Bilancio, citando gli interventi per Industria 4.0 e il superammortamento”.

L’impegno finanziario per l’accoglienza migranti “vale lo 0,2% e sarà fuori dal Patto”, ha spiegato Renzi, annunciando un un ‘riconoscimento’ ai sindaci che finora hanno accolto i rifugiati. Lo sforzo sarà riconosciuto attraverso un bonus da 500 euro per persona ospitata.

Tra le novità il canone Rai, che anche l’anno prossimo scenderà (a 90 euro), e ‘l’operazione Equitalia’, vero e proprio pallino del premier. La ‘vecchia’ agenzia di riscossione sarà chiusa portando peraltro in dote circa 4 miliardi per la rottamazione del meccanismo che moltiplica gli interessi di mora sulle vecchie cartelle. L’addio a Equitalia arriverà però con un decreto a parte ancora in via di limatura. Nessun condono però, assicura il presidente del Consiglio, nemmeno per la seconda edizione della voluntary disclosure, che dovrà fruttare almeno altri 2 miliardi. “Chi deve pagare paga”, sottolinea, solo ci saranno meno sanzioni e interessi. ‘Salva’ alla fine anche la sanità, che porta a casa per il prossimo anno per intero l’aumento di due miliardi previsto. Un miliardo, ha spiegato il ministro Lorenzin, servirà per il piano vaccini, per l’epatite C e i farmaci oncologici, e per le stabilizzazioni di 7mila precari tra medici e infermieri.

“Dopo molti anni”, ha sottolineato il primo ministro, “la qualità delle prestazioni torna al centro”. Sale anche la dote per le pensioni che passa da 6 miliardi in 3 anni a 7 miliardi mentre non sono giudicate sufficienti dai sindacati le risorse annunciate per il rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione (1,9 miliardi, comprese polizia e forze armate e le nuove assunzioni). La manovra è stata approvata in cdm “salvo intese”, formula che implica un rinvio dei testi definitivi al momento della trasmissione ufficiale al Parlamento, prevista entro il 20 settembre. Prima di giovedì, quasi sicuramente lunedì 17, a Bruxelles sarà invece inviato il Documento programmatico di bilancio, su cui la Commissione farà le sue valutazioni.

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