Lavoro nero e clandestini, imprenditori cinesi denunciati

Su 49 posizioni lavorative verificate, 20 erano irregolari. Multe per 50.000 euro e sospensione delle attività per 6 aziende. Tre imprenditori nei guai per aver installato telecamere che riprendevano i dipendenti

REGGIO EMILIA – I controlli in una dozzina di aziende di Reggio e provincia, portati avanti dai carabinieri del nucleo operativo del gruppo per la tutela del lavoro di Roma, insieme ai colleghi del nucleo ispettorato lavoro del capoluogo reggiano e del comando provinciale, hanno fatto emergere una realtà preoccupante in molte ditte.

Il 40% (con punte anche del 75% in alcune aziende) della forza lavoro della maggior parte degli opifici controllati era in nero (20 dipendenti su 49 di cui 3 clandestini). Sono state inoltre contestate sanzioni amministrative per circa 50.000 euro e accertate omissioni contributive per svariate migliaia di euro ancora in fase di quantificazione.

Ci sono stati sei provvedimenti di sospensione delle attività imprenditoriale in altrettante aziende, due imprenditori sono stati denunciati alla Procura reggiana per occupazione di manodopera clandestina e altri tre sono stati denunciati alla autorità giudiziaria per aver installato nelle loro sedi aziendali impianti di videosorveglianza per il controllo a distanza dei lavoratori senza autorizzazione in spregio alle norme sullo statuto dei lavoratori.

Le aziende (4 opifici tessili, 2 stirerie, 4 attività commerciali e una esercente attività lavorazione marmi) erano tutte gestite da cittadini cinesi e, contrariamente a quanto verificato nel corso di analoghe attività, versavano in condizioni igienico – sanitarie nella norma. Il titolare di un azienda tessile di Reggio e 2 commercianti sono stati denunciati per l’installazione di telecamere non autorizzate che riprendevano i dipendenti al lavoro, mentre un altro titolare di un’azienda tessile e il proprietario di una stireria sono stati denunciati per occupazione di manodopera clandestina

Nei confronti di sei attività aziendali sono stati emessi i provvedimenti di sospensione dell’attività e comminate sanzioni per circa 50.000 euro. Ora la ripresa delle attività dipenderà dai titolari che dovranno regolarizzare i dipendenti impiegati in nero e pagare la maxi multa.