La Fenalc ha radiato il circolo “a luci rosse” Guidobaldo

Della vicenda del locale, di fianco alla sede della Municipale, si è parlato ieri in Consiglio. La giunta si è difesa dicendo di aver fatto quello che era in suo potere contro l'attività. Caccavo: "Risposta dispersiva"

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REGGIO EMILIA – Nella scottante vicenda del circolo “hard”, posto nello stesso stabile del comando della Polizia municipale, il Comune di Reggio Emilia ha fatto quanto poteva e non ha nulla da rimproverarsi circa i mancati controlli di cui e’ accusato. E’, in sostanza, la posizione ribadita ieri in sala del Tricolore dall’assessore alla Legalita’ Natalia Maramotti, che ha risposto in Consiglio comunale ad una interpellanza del consigliere di Forza Italia Nicolas Caccavo.

Al centro dell’atto ispettivo il caso sollevato da un servizio delle “Iene” lo scorso 2 ottobre, che ha documentato all’interno del locale di via Brigata Reggio, praticamente di fianco all’ingresso del comando dei vigili, un vero e proprio giro di sesso a pagamento. Nella bufera era finita in particolare la dirigente comunale Battistina Giubbani, che oggi ricopre ad interim l’incarico di comandante della polizia municipale e che, interpellata nel servizio televisivo, ha affermato di non sapere nulla delle attivita’ svolte nel circolo.

Una versione poco credibile per Caccavo, che ha ricordato tra l’altro come la stessa Giubbani, prima di diventare dirigente in Comune, lavorasse come ispettore della polizia muncipale. Da qui la richiesta del consigliere di Forza Italia alla giunta di censurare il comportamento della funzionaria. In difesa della dirigente, l’assessore Maramotti ha pero’ puntualizzato che la nomina di Giubbani ai vertici dell’amministrazione e’ avvenuta nel 1995, mentre l’apertura del circolo incriminato risalirebbe a quattro anni piu’ tardi, nel 1999.

Non frequentando piu’ il comando dei vigili, dunque, l’attuale comandante non avrebbe avuto alcun modo di conoscere le attivita’ del circolo. Come appurato dal Comune, inoltre, di recente il locale e’ stato “radiato” dalla Federazione nazionale dei liberi circoli (Fenalc). Maramotti ha infine ricordato che verifiche della polizia municipale nel circolo – pur ammesse dalla legge solo in alcuni casi – erano gia’ state effettuate. L’esponente della giunta ha da ultimo snocciolato i dati delle attivita’ messe in campo dall’amministrazione contro lo sfruttamento della prostituzione.

Caccavo si e’ ritenuto insoddisfatto della risposta, giudicandola “dispersiva”. La vicenda non ha mancato nei giorni scorsi di suscitare un certo imbarazzo nell’amministrazione al punto che, nella scorsa seduta del Consiglio comunale, la maggioranza aveva optato per non discutere una mozione sull’argomento presentata dall’opposizione.

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