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Istoreco ricorda Fernando Cavazzini, il partigiano Toni

E' scomparso giovedì sera all'ospedale di Reggio Emilia a 93 anni. Il suo funerale si terrà sabato pomeriggio in forma civile. Il corteo funebre partirà alle 13.45 dalla camera ardente dell'ospedale e raggiungerà il parcheggio del cimitero di Villa Cella

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REGGIO EMILIA – Istoreco ricorda “con affetto infinito Fernando Cavazzini”, il partigiano Toni, preziosissimo testimone e amico dell’istituto per 20 anni, protagonista dei Sentieri Partigiani e delle attività preparatorie del Viaggio della Memoria, protagonista del documentario Sabatotori.

Toni è scomparso giovedì sera all’ospedale di Reggio Emilia a 93 anni. Il suo funerale si terrà sabato pomeriggio in forma civile. Il corteo funebre partirà alle 13.45 dalla camera ardente dell’ospedale e raggiungerà il parcheggio del cimitero di Villa Cella. Lì si formerà il corteo che raggiungerà il cimitero, accompagnato dalla banda musicale di Correggio. Lascia la moglie Tilde, i figli Maurizia e Stefano con Valerie, i nipoti Lorenzo, Erika, Clara e Sebastien. I parenti chiedono alle persone interessate non fiori ma piuttosto donazioni all’ANPI di Reggio Emilia, IBAN IT75F020081283400010028840.

Cavazzini, nato a Villa Cella, è stato uno dei tanti giovani italiani che ha dovuto scegliere una parte, nei giorni della guerra. Operaio alle Officine Reggiane, il 25 luglio ’43 partecipa a delle manifestazioni in piazza a Reggio Emilia, per chiedere la pace e per festeggiare la fine del fascismo. Il 28 luglio è presente alle Reggiane durante lamanifestazione conclusa con l’uccisione di 9 manifestanti per la pace dell’interno della fabbrica. È la molla che lo spinge verso l’antifascismo attivo. Dopo l’8 settembre aiuta i soldati sbandati portando loro dei vestiti borghesi e aiutandoli a fuggire.

Decide di salire in montagna, diventa partigiano della 26° Brigata Garibaldi “Enzo Bagnoli”. Partecipa alla battaglia di Cerré Sologno, nell’Appennino Reggiano, uno dei più importanti scontri a fuoco fra fascisti, tedeschi e partigiani della montagna. In seguito diventa il capo della squadra volante di sabotatori “Demonio”, che distrugge ponti e obiettivi militari in tutta la provincia di Reggio Emilia. E’ stato decorato con la Medaglia di Bronzo al Valor militare nel dopoguerra. Tornato alla vita civile, è stato uno dei protagonisti della cooperazione reggiana, rimanendo sempre impegnato in politica e nella memoria. È stato uno dei testimoni più presenti e apprezzati dei Sentieri Partigiani e del Viaggio della Memoria Istoreco. Negli anni ha incontrato migliaia di persone, studenti italiani, studiosi stranieri, persone interessate alla storia del ‘900. Ha raccontato la sua esperienza come combattente senza mai rinunciare alla verità, non ha mai nascosto i dubbi, le paure, i timori di quando – giovanissimo – era uno dei protagonisti della Resistenza reggiana. E ha sempre cercato il dialogo, la riflessione, invitando ad andare avanti.

Nel 2014 è stato il personaggio principale di “Sabotatori”, film di Nico Guidetti e Matthias Durchfeld dedicato ai sabotatori di ieri di oggi, persone impegnate nella resistenza culturale, sociale e civile. Oltre a lui, nel film compare il figlio Stefano, musicista da tanti anni residente in Francia. La scena conclusiva racconta il 90esimo compleanno di Toni, festeggiato nel settembre 2013 nel cortile di Istoreco al termine dei Sentieri Partigiani, di fianco a parenti, amici e a tanti compagni e compagne della Resistenza giovanile.

Lo staff di Istoreco lo ricorda così: “Toni era una persona buona, dolce, paziente. Ti ascoltava sempre col quel suo sorriso gentile, ti lasciava sempre il tempo di spiegare. Poi parlava, e sorrideva”.

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