Indagine a Bari, una casa mette nei guai l’ad di Iren Bianco

Il provvedimento della Procura di Bari nei confronti dell'ex amministratore unico Monteforte. Coinvolto l'ex direttore generale Bianco: gli avrebbe concesso una casa in affitto senza comunicarlo agli azionisti. Il legale di Bianco: "Sequestro preventivo legato unicamente alla contestazione della concessione dell'alloggio a Monteforte, non gli viene contestato altro"

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REGGIO EMILIA – Libri, cene, elettrodomestici e una casa in affitto nel centro di Bari sono alcune delle spese contestate all’ex amministratore unico di Acquedotto Pugliese (Aqp), Ivo Monteforte, destinatario oggi di un provvedimento di sequestro preventivo per complessivi 165mila euro.

A Monteforte, in concorso con l’ex direttore generale di Aqp, Vito Massimiliano Bianco, la Procura di Bari contesta il reato di peculato. Stando alle indagini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bari, coordinate dal pm Marcello Quercia e dal procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno, dal 2010 al 2012 Monteforte avrebbe sottratto alle casse dell’ente soldi utilizzati per fini personali facendosi rimborsare quei costi come spese di rappresentanza.

In particolare “le condotte oggetto di contestazione hanno riguardato, quanto a Monteforte, – spiega la Procura di Bari in una nota – l’utilizzo dell’autovettura di servizio e del relativo autista per esigenze diverse da quelle proprie delle funzioni istituzionali e l’indebito conseguimento di utilità e di rimborsi da parte dell’ente per spese sostenute per finalità private o personali (ristorazione, libri e riviste, alimenti, elettrodomestici), anche mediante utilizzo della carta di credito intestata ad Aqp”.

Con riferimento all’utilizzo dell’auto di servizio, tuttavia, il gip che ha emesso il provvedimento di sequestro, Alessandra Susca, non ha riconosciuto sussistente l’accusa di peculato, accogliendo invece le altre due contestazioni (quelle relative alle spese di rappresentanza e all’affitto di un immobile) riqualificandole da truffa aggravata ai danni dello Stato – così come ipotizzato dalla Procura – nella più grave ipotesi di peculato.

Si tratta di circa 40mila euro spesi in due anni fra ristoranti, elettrodomestici, confezioni di vini e libri, alcune dei quali sarebbero stati dati in omaggio a funzionari e dipendenti dell’ente. Monteforte è accusato anche di aver affittato e utilizzato un immobile nel centro di Bari con spese interamente a carico di Aqp, “sebbene l’ente – spiega la Procura – disponesse di una abitazione ad uso foresteria nell’edificio di sua proprietà”.

Bianco è indagato perché è accusato di aver autorizzato questa operazione. Nei confronti di Monteforte e Bianco è stato quindi eseguito il sequestro in solido di 124mila euro e nei confronti del solo Monteforte di altri 40mila euro. I provvedimenti patrimoniali sono stati eseguiti a Pesaro e Genova. “Impugneremo il provvedimento dinanzi al Tribunale del Riesame – ha detto all’Ansa il difensore di Monteforte, l’avvocato Mario Malcangi – perché riteniamo che tutte le spese contestate dalla magistratura barese siano state legittime e regolarmente autorizzate”.

Il legale di Bianco: “Sequestro preventivo legato unicamente alla contestazione della concessione dell’alloggio a Monteforte”
L’avvocato Maria Gabriella Mastrolia, difensore di Bianco, scrive: “Il dottor Massimiliano Bianco da me assistito ha subito oggi un sequestro preventivo relativo a una vicenda iniziata nel 2007 quando ricopriva la carica di direttore generale di Acquedotto Pugliese. Il sequestro preventivo emesso dal Gip di Bari è relativo unicamente alla contestazione in capo al dottor Bianco di concorso nella concessione di un alloggio a beneficio esclusivo dell’allora amministratore unico di Acquedotto Pugliese: ciò in quanto l’amministratore unico del tempo aveva rilasciato procura generica a Bianco per la gestione dell’intera azienda, compresi gli immobili; a sua volta Bianco aveva delegato a ciò un suo funzionario. Null’altro viene contestato a Bianco, tantomeno di aver mai fruito di beni o utilità di AQP non strettamente inerenti le funzioni del suo ufficio di direttore generale. Nel ribadire la totale estraneità alla vicenda – non essendo peraltro il sottoscrittore del contratto d’affitto in oggetto – Bianco auspica sia fatta chiarezza nel più breve tempo possibile”.

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