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E’ morto Giovanni Campari, allenò la nazionale cubana

Salvò la Reggiana dalla retrocessione in serie B nel campionato di serie B 1973-1974. I funerali lunedì alle 15 a San Giacomo

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REGGIO EMILIA – E’ morto ieri, a 89 anni, Giovanni Campari, uomo di sport che ha legato il suo nome alla Reggiana, la nazionale di Cuba e tante altre squadre. I funerali di Campari si terranno lunedì alle 15 nella chiesa di San Giacomo, in via Roma a Reggio. Giovanni era anche padre di Ramona Campari, componente della segreteria della Cgil.

Nato nel 1927, dopo una breve carriera nel ruolo di portiere Campari ha allenato diverse squadre di serie D e contemporaneamente contribuisce alle attività dell’Uisp reggiano, collaborando con personaggi come Ciro Iori, Guido Gollini e Oddone Giovannetti.

Dall’inizio degli anni ’60 ha ricoperto il ruolo di responsabile del settore giovanile della Reggiana, dove è rimasto per 12 anni. In quel periodo, insieme a tanti calciatori “di categoria” che calcheranno i campi di serie B e C, dalla formazione Primavera escono alcuni giocatori che, oltre a vestire la maglia granata, calcheranno i campi della serie A; tra questi Piergiorgio Negrisolo (Sampdoria, Roma, Verona, Pescara), Roberto Mozzini (campione d’Italia col Torino e con l’Inter), Claudio Testoni (Genoa e Brescia), Francesco Romano (Milan, Torino, campione d’Italia con il Napoli), Lorenzo Mossini (Como) e Alessandro Bertoni (Pisa, Fiorentina, Avellino e Lazio).

Nel campionato di serie B 1973-1974 gli viene affidata la prima squadra, quella di Boranga, Zandoli e Passalacqua, e dalla zona retrocessione la conduce alla salvezza conquistata all’ultima giornata con un 2-2 in casa dell’Arezzo. L’anno successivo accetta la chiamata del Ravenna dove rimane per tre anni, facendo debuttare diciassettenne Andrea Mandorlini, che in seguito vestirà le maglie di Torino, Atalanta, Inter e Udinese prima di diventare un allenatore.

Col campionato 1977-78 inizia la sua esperienza nel Sud Italia: allena Melfi, Fasano, Bisceglie, Trani e Andria. Sempre attento a far crescere giovani talenti, a Fasano Campari scopre Vito Curlo, che arriverà alla serie A con il Bari. Tra i primi allenatori italiani a valicare i confini nazionali, dal 1989 viene invitato periodicamente a Cuba per tenere dei seminari agli allenatori locali; la collaborazione con la Federazione calcio cubana diventa sempre più stretta, finché nel 1990 Campari riceve l’incarico di direttore tecnico di tutte le rappresentative nazionali, succedendo a diversi allenatori ungheresi e cecoslovacchi.

Nel 1991 Cuba ospita i giochi panamericani e nel calcio ottiene la medaglia di bronzo dietro Stati Uniti e Messico. Subito dopo Campari guida la rappresentativa Under 21 ai Mondiali di calcio giovanili in Italia. Negli anni seguenti, nonostante la drammatica situazione economica dell’isola, Cuba tenta la qualificazione a Francia ’98 e giocando numerosi tornei nel continente americano diventa la “best mover” nel ranking Fifa, scalando 125 posizioni. Nel 1996 Campari termina l’avventura cubana e parte per il Senegal, dove guida la rappresentativa regionale di Thies. La sua scomparsa è avvenuta proprio nella giornata in cui la nazionale cubana di calcio ha incontrato di nuovo gli Stati Uniti.

 

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