Correggio, le indagini di Cesi su En. Cor e il suo allontanamento

Il maresciallo, assolto nel marzo scorso da tutti i capi di imputazione, fece segnalazioni alla procura. Il suo allontamento potrebbe avere avuto a che fare con quella indagine scomoda per politici e amministratori?

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CORREGGIO (Reggio Emilia) – La vicenda del crack di En.Cor si intreccia con un’altra storia legata sempre alla città di Correggio, ovvero quello che riguarda l’allontanamento del maresciallo Roberto Cesi, 51 anni, che comandava la stazione locale.

Cesi, che aveva guidato la stazione di Correggio per 13 anni, fu rimosso dall’incarico per “incompatibilità ambientale” nel gennaio del 2012 e, a suo carico, iniziò un processo, con ben 27 capi di imputazione, che si concluse nel marzo scorso con un’assoluzione per 26 capi e una condanna a un mese per violenza privata, cioè per aver interrotto una festa di studenti che si stava svolgendo in un locale della zona sportiva.

Le accuse più gravi erano tutte cadute: concussione, minacce, falso e abuso di ufficio. E bisogna aggiungere che il maresciallo ha fatto appello, difeso dall’avvocato Giuseppe Rossodivita, anche per quest’ultima condanna.

Il maresciallo Cesi, però, aveva indagato anche sulla vicenda En.Cor e aveva fatto, a quanto pare, delle segnalazioni in procura e attualmente, anche se non è dato sapere se in seguito a questo fatto, è aperta un’inchiesta per infedeltà patrimoniale.

Testimone delle sue lamentele su En.Cor sarebbe stato anche il parroco di Canolo, don Giuliano Guidetti, che, secondo quanto raccontò il giornalista reggiano di Prima Pagina, Andrea Zambrano, in un articolo del settembre 2013, mai smentito dal sacerdote, disse dal pulpito in una sua omelia in chiesa: “Il mio amico ex maresciallo di Correggio Roberto Cesi, che è stato allontanato, mi aveva confidato del marcio che stava emergendo dalle sue indagini sulla centrale (En.Cor, ndr)”. Una indiscrezione più volte circolata in piazza e messa, in quella occasione, per la prima volta nero su bianco dal pulpito.

Questo non prova che il trasferimento di Cesi sia stato causato anche da quelle indagini. Ma alcune domande sorgono spontanee.

Cosa aveva scoperto Cesi nelle sue indagini? Che segnalazioni aveva fatto alla procura? E, soprattutto, il suo allontamento potrebbe avere avuto a che fare con quella indagine scomoda per politici e amministratori? Domande che attendono una risposta, sopratutto alla luce dell’assoluzione di Cesi.

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