Correggio, crack En. Cor: il Comune deve rifare il bilancio

La Corte dei conti regionale chiede di "ripristinare gli equilibri di bilancio", pena uno scioglimento dell'ente entro 60 giorni. Il rischio è che il conto lo debbano pagare i cittadini. Dossier in procura

CORREGGIO (Reggio Emilia) – Il crack En.Cor rischia di costare carissimo ai cittadini di Correggio. La Corte dei conti regionale, con una delibera dell’11 ottobre scorso, ha intimato infatti al Comune di “ripristinare gli equilibri di bilancio” entro 60 giorni dalla comunicazione relativamente ai milioni di euro che il Comune deve alle banche (San Felice, Banco Popolare e Bnl) a causa delle lettere di patronage firmate dall’amministrazione Iotti. La notizia viene riportata dal quotidiano “La voce di Reggio”.

Il Comune è già stato  condannato dal tribunale di Reggio il 17 e il 24 giugno scorso al pagamento di quanto ancora dovuto agli istituti di credito Banca Popolare San Felice 1893 e Banco Popolare di Verona e Novara, rispettivamente per 10 milioni e 816mila euro e per 4 milioni di euro. E’ ancora pendente la vertenza relativa alla Banca Nazionale del Lavoro per la quale il Comune di Correggio ha già accantonato un fondo rischi per 3 milioni e 860 mila euro. E’ probabile che quindi il conto da saldare per il Comune si aggiri sui 18 milioni di euro.

Nelle variazioni di bilancio il consiglio comunale, a fine luglio, aveva riconosciuto quei debiti come fuori bilancio, trattandoli però come una posta in conto capitale e prevedendo di ripianarli con vendite di immobili e delle azioni Iren. Per la Corte dei Conti invece si tratta di una”grave irregolarità” da sanare immediatamente, rifacendo il bilancio e trattando i debiti come una partita corrente. Questo significa che, per soddisfare le banche creditrici, dovrà essere acceso un maxi mutuo da pagare che le risorse correnti: tasse, tagli alle spese, affitti e utili Iren.

La En.cor era la società di energie rinnovabili costituita dal Comune sotto l’amministrazione dell’ex sindaco Marzio Iotti, poi ceduta ai privati e fallita tre anni fa. Se il bilancio non sarà rifatto entro 60 giorni, potrebbe scattare lo scioglimento del consiglio comunale con il commissariamento e nuove elezioni.

Fra l’altro la decisione sulle lettere di patronage, secondo la delibera della Corte dei conti sarebbe spettata al consiglio comunale e non alla Giunta, come invece è avvenuto. Ma non è finita qui perché la Corte dei conti ha inviato il dossier alla Procura contabile – sezione delle autonomie locali – per “la valutazione del danno”. Questo significa che la situazione dell’ex sindaco Iotti, degli ex assessori, del dirigente finanziario del comune e del collegio sindacale potrebbe aggravarsi.

Secondo la delibera, inoltre, è in corso una indagine della procura contabile regionae sulle  lettere  di  patronage e sui  conferimenti  patrimoniali alla società En. Cor da parte del Comune di Correggio. In  particolare nell’esercizio  2012  sono  stati  trasferiti  alla  società  beni  per  un  importo  di  3 milioni e 690mila euro con “conseguente depauperamento del patrimonio dell’ente, stante la circostanza  che nei  mesi  successivi, la  società è stata  ceduta a  un  prezzo  di 202mila euro”.

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