Compensi manager di Iren, il sindaco Mammi: avete sforato, ora rientrate

Il coordinatore in pectore del patto emiliano si scaglia contro i superstipendi: "Chiedo fin d’ora che l’ad e il comitato per le remunerazioni siano conseguenti a queste indicazioni date dalla maggioranza degli azionisti". E ancora: "Dopo l'acquisizione di aziende a Torino e Genova mi aspetto che analoghi importanti investimenti interessino l'area emiliana"

REGGIO EMILIA – “Non sono assolutamente d’accordo che ci siano meccanismi che, nel medio periodo, possano portare a un superamento di questo tetto, lo dirò nelle sede istituzionali e chiedo, fin d’ora, che l’ad e il comitato per le remunerazioni siano conseguenti a queste indicazioni date dalla maggioranza degli azionisti”.

Il sindaco di Scandiano, Alessio Mammi, coordinatore del subpatto reggiano e coordinatore in pectore del patto emiliano (che supera i patti precedenti e mette insieme tutti i sindaci emiliani in Iren da Piacenza a Reggio, ndr), interviene dopo le polemiche relative alla notizia che, nel quadriennio 2015-2018, all’attuale amministratore Massimiliano Bianco e ad altri sette manager dell’azienda verrano erogati circa 1,6 milioni, mentre il nuovo ad risulta aver percepito nel 2015 454.300 euro, 25.000 in piu’ rispetto alla retribuzione 2014 del suo predecessore De Sanctis. Il tetto era invece stato stabilito in 350mila euro annui.

Scrive Mammi: “In questi anni gli azionisti pubblici reggiani, e fra loro il Comune di Scandiano, si sono battuti per migliorare l’azienda e il suo rapporto con i cittadini. In particolare ci siamo spesi su alcuni temi come la sobrietà e il contenimento dei costi della “governance”, che evidentemente è ancora un tema di grande attualità. Grazie al lavoro portato avanti dagli enti pubblici reggiani siamo riusciti ad abbattere di oltre il 60% i costi per le remunerazioni dei “top manager” esecutivi del gruppo. Occorre proseguire su questa strada”.

E aggiunge: “Devo quindi ricordare che in occasione dell’ultimo rinnovo dell’amministratore delegato, siamo stati molto chiari e precisi in merito: abbiamo infatti detto “basta” all’assunzione di “top manager” a tempo indeterminato; abbiamo chiesto che una parte consistente del loro compenso fosse legata agli obiettivi raggiunti; abbiamo chiesto che il tetto massimo fosse 350.000 euro lordi, analogamente a quanto stabilito dalla normativa nazionale per i dirigenti degli enti pubblici. Per essere chiari, questo importo deve essere onnicomprensivo, cioè comprendere sia la retribuzione fissa derivante dalla carica e dal rapporto di dipendenza, sia la parte variabile derivante dai premi di risultato di breve e lungo termine”.

“Pertanto – scrive Mammi – non sono assolutamente d’accordo che ci siano meccanismi i quali nel medio periodo possono portare a un superamento di questo tetto, lo dirò nelle sede istituzionali: ma chiedo fin d’ora che l’ad e il comitato per le remunerazioni siano conseguenti a queste indicazioni date dalla maggioranza degli azionisti. Si tratta di una cifra del tutto adeguata per riconoscere nel modo giusto il lavoro e la responsabilità di essere amministratore di un importante gruppo come Iren. Sono perfettamente consapevole che amministratori di altri gruppi hanno compensi ben più elevati ma ritengo che sia un primato di cui non possono vantarsi. Aggiungo d’esser molto favorevole che una parte della indennità complessiva sia legata ai risultati: inserire meccanismi premianti che stimolino i dirigenti a fare sempre meglio è senza dubbio positivo. Ma fra i criteri di valutazione dobbiamo inserire anche il “bilancio sociale”, non si può tener conto solo dei dati economico-finanziari. Positivo che si facciano degli utili, dei quali beneficeranno anche gli azionisti pubblici e quindi i cittadini; che si sia abbassato l’indebitamento complessivo e che siano stati acquisiti nuovi mercati”.

Conclude il sindaco di Scandiano con un riferimento alle recenti acquisizioni di Iren a Torino e a Genova: “Altrettanto impegno va messo però nel rafforzamento del rapporto con il territorio, in particolar modo con il sistema economico locale; così come si deve mantenere alta la qualità dei servizi rispettando i capitolati e guardando con grande attenzione al contenimento delle tariffe pagate dalle clientela, sia famiglie sia imprese. Infine una considerazione sugli investimenti: deve esserci un’equa distribuzione territoriale degli stessi. Dopo l’acquisizione di aziende a Torino e Genova mi aspetto che analoghi importanti investimenti interessino l’area emiliana. In particolare modo in settori innovativi e strategici per il futuro dell’azienda e del nostro territorio come le energie rinnovabili”.