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Comitato No McDonald’s: “Cantiere non a norma”

I cittadini: "Minacciato l'acero che è sotto tutela, il Comune blocchi i lavori"

REGGIO EMILIA – Il Comitato contro il Mc Donald’s di Baragalla si mobilita a difesa di un acero nel cantiere di via Ricardo dove, dal 12 settembre scorso, è in corso la costruzione del contestatissimo Fast Food.

Scrivono i cittadini: “Secondo quanto stabilito dall’amministrazione comunale, all’interno dell’area privata dove ora si sviluppa il cantiere, c’è una pianta “sotto tutela”: si tratta del vecchio acero campestre. L’albero non può essere toccato, danneggiato o sottoposto a “trattamenti” con escavatrici e ruspe. Questo non lo diciamo noi del Comitato ma il Regolamento comunale del verde pubblico e privato”.

Giovedì mattina i componenti del comitato sono andati nel cantiere e hanno visto gli operai “che, con l’escavatrice, stavano riducendo le radici dell’acero senza rispettare la distanza critica (che lo stesso Regolamento indica in 3 metri per fusti superiori ai 50 centimetri), violando l’art. 8 “Divieto di danneggiamento””.

Aggiungono quelli del Comitato: “Non solo. Il progetto del fast food è interamente non a norma. L’articolo 7 del Regolamento del Verde “Tutela dell’area di pertinenza della alberature esistenti”, al punto 4 recita: “Nell’area di pertinenza è vietato costruire opere di qualunque genere”. Per piante con diametro da 40 a 60 centimetri il raggio di pertinenza è pari a 3 metri. Eppure a meno di 150 centimetri di distanza stanno costruendo la corsia per il McDrive, con annessa struttura. Insomma, cemento. “Qualora attorno agli alberi si realizzino pavimentazioni impermeabili, quali, ad esempio, di asfalto o in calcestruzzo, si dovrà lasciare permeabile l’intera superficie dell’area di pertinenza”, recita il punto 8”.

Concludono gli esponenti del Comitato: “Come è possibile rispettare il Regolamento se il progetto prevede una strada in cemento a pochi centimetri dal tronco, addirittura sopra le radici?  Evidentemente qualcuno ha sbagliato nella progettazione e nell’approvazione del piano dei lavori. Oppure il regolamento comunale del verde (aggiornato nel 2013) è solo un pezzo di carta da stracciare ad ogni cantiere, davanti agli interessi privati”.