Sicurezza, il M5S: “Il Pd nega ai vigili bastone e spray”

Dopo la bocciatura della loro mozione da parte del consiglio comunale i pentastellati vanno all'attacco: "Regolamento regione esiste dal 2005, ma qui i Dem non si adeguano". La protesta del Sulpl

REGGIO EMILIA – “Nonostante siano trascorsi quasi 12 anni dall’emissione del Regolamento ”tipo” da parte della Regione Emilia-Romagna”, a Reggio Emilia “il Partito democratico decide di non conformarsi, e di lasciare i nostri agenti di Polizia municipale privi delle tutele minime previste”. A lanciare l’attacco ai dem reggiani e’, dopo la bocciatura per cinque voti di scarto della mozione del Movimento 5 stelle sugli strumenti di ausilio ai vigili (vale a dire giubbotti antiproiettile, spray irritante e bastone estensibile), la consigliera comunale pentastellata Paola Soragni.

Per l’esponente M5s e’ infatti “impensabile che a Reggio Emilia, soprattutto con l’elevata criminalita’ degli ultimi anni, gli agenti che effettuano turni di notte non siano forniti di giubbotti antiproiettile”, strumenti che, stando al regolamento regionale, “dovrebbero essere assegnati dopo un corso di addestramento e formazione”. A Reggio pero’, chiosa la consigliera, non c’e’ “nessun problema, perche’ il Comune non si adegua”.

Peraltro, sottolinea Soragni, “nessuno dei consiglieri del Pd, che hanno votato compatti contro la mozione, ha proferito parola”, mentre l’assessore alla Sicurezza Natalia Maramotti “ha dichiarato che la normativa puo’ aspettare, perche’ sarebbe opportuno concordarla con il nuovo comandante, essendo il bando di nomina ”solo” di agosto. Peccato pero’- conclude l”esponente grillina- che il regolamento regionale risalga al 2005, e c’era tutto il tempo per l’amministrazione di disporre le tutele necessarie gli agenti di Polizia municipale”.

Sulla vicenda il coordinamento provinciale del S.U.L.P.L. (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale), sindacato più rappresentativo per la polizia locale italiana, “prende atto con rammarico della bocciatura da parte del consiglio comunale di Reggio Emilia della mozione con cui si richiedeva che la polizia municipale della nostra città si dotasse degli strumenti da difesa”.

Scrive il segretario provinciale Luca Falcitano: “Per l’ennesima volta prendiamo atto di come l’amministrazione della nostra città da un lato sbandieri pubblicamente di voler giustamente contribuire a garantire la sicurezza della nostra città (vedasi la presentazione dei nuovi agenti), ma dall’altro continui a smarcarsi quando si parla di dover dotare il corpo di polizia municipale dell’idonea strumentazione per poter svolgere in sicurezza il proprio lavoro. Riteniamo che la sicurezza dei lavoratori del corpo mentre svolgono i compiti di istituto, e quindi a cascata la sicurezza dei nostri cittadini, non debba avere colore politico, né passare attraverso “colpi” di maggioranza in consiglio comunale”.

Aggiunge Falcitano: “Troppe volte a Reggio Emilia, e risottolineiamo a Reggio Emilia (visto che nella nostra provincia in alcune Unioni alcune strumentazioni da difesa sono state adottate), non si sono ascoltate fino in fondo le richieste dei lavoratori riguardo a strumenti da difesa e formazione degli agenti. A più riprese abbiamo pubblicamente fatto presente quali siano le problematiche che rendono indispensabili le adozioni di questi strumenti per il Corpo, ma evidentemente questo messaggio, non è passato vista la bocciatura della mozione presentata in Sala del Tricolore. Chiediamo ai consiglieri comunali di andare al di là di diktat politici e dei colori di partito. La sicurezza degli agenti e dei nostri concittadini è troppo importante”.

Conclude Falcitano: “Per questo motivo i nostri dirigenti sono disposti a creare con tutte le forze politiche rappresentate in Sala del Tricolore dei “tavoli di lavoro” per poter discutere in prima persona con i consiglieri delle problematiche della polizia locale della nostra città e del perché riteniamo fondamentale che il corpo sia dotato di strumenti da difesa. Se per l’ennesima volta il nostro appello rimarrà inascoltato, ognuno si assumerà le proprie responsabilità,  anche per eventuali infortuni che dovessero capitare agli agenti. Il tempo non è molto, anche perché sono ancora sotto i nostri occhi le immagini dei disordini avvenuti in occasione della Fiera di San Prospero”.