Raccolta sangue, ecco la Casa del dono

Inaugurata domenica mattina in via Muzio Clementi (vicino al Conad Le Querce). La nuova organizzazione promuove la sinergia tra Avis e Ospedale Santa Maria Nuova. Sarà operativa a partire dal 10 novembre per l’attività di raccolta e da gennaio 2017 per l’attività di prelievo a scopo diagnostico

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REGGIO EMILIA – Donare la vita donando una parte di sé, a questo è ispirata la Casa del Dono presentata oggi alla stampa. Nata dalla collaborazione tra Avis provinciale e Avis comunale, la Casa sarà inaugurata domenica in via Muzio Clementi (vicino al Conad Le Querce) a Reggio Emilia. Nella nuova struttura troveranno posto attività attualmente svolte in Ospedale: la raccolta di sangue e plasma, la selezione e il counselling dei donatori, il prelievo di campioni a scopo diagnostico (Centro Prelievi). Al loro svolgimento sarà preposto il personale della Struttura Complessa di Medicina Trasfusionale del Santa Maria Nuova.

Casa del Dono è una sede moderna che rappresenta un passo importante nella sinergia tra Avis e Azienda ospedaliera nell’attuare percorsi di integrazione finalizzati a un uso ancora più razionale di risorse umane e materiali a favore di un efficiente servizio all’utenza. Al Servizio di Medicina Trasfusionale competono istituzionalmente la programmazione della raccolta, la sua gestione diretta sul territorio provinciale in sinergia con AVIS, le attività cliniche di validazione, assegnazione e distribuzione delle unità di sangue ed emocomponenti. L’Unità di Raccolta (UdR) Avis provinciale, invece, ha il compito di organizzare e svolgere la raccolta associativa.

L’informatizzazione e la tracciabilità dei processi insieme alla standardizzazione delle procedure possibili nella nuova sede rappresentano un passo ulteriore verso la qualità della raccolta, costantemente programmata secondo il fabbisogno effettivo, e la riduzione dei tempi di attesa per gli stessi donatori. Sono state 28mila le sacche di emocomponenti raccolte nel 2015 grazie alla collaborazione tra sanità pubblica e volontariato.

“Casa del Dono nasce da un connubio positivo tra mondo del volontariato, servizio sanitario pubblico e bisogni di salute” ha commentato Antonella Messori, Direttore generale della Azienda Ospedaliera IRCCS di Reggio Emilia “Il servizio pubblico ha il dovere di garantire la qualità e il buon uso del sangue attraverso le tecnologie più moderne e l’orientamento della disponibilità dei donatori”. Nel fare riferimento agli standard di sicurezza dati dalle attuali tecnologie il Direttore del Servizio di Medicina Trasfusonale del Santa Maria Nuova Roberto Baricchi spiega “Oggi abbiamo la tracciabilità completa degli emocomponenti a partire dalla vena del donatore sino alla vena del ricevente”.

“La Casa ospiterà anche le sedi di ADMO – Ass.ne donatori di midollo osseo e AIDO – Ass.ne italiana per la donazione di organi” ha spiegato il Presidente provinciale dell’Avis Stefano Pavesi “divenendo punto di incontro del volontariato locale per la promozione del “dono” di sangue, midollo e organi. È giunto a compimento un progetto che abbiamo fortemente voluto e potuto realizzare anche con il contributo finanziario di tutte le sedi Avis comunali. Desideriamo che questa sede diventi il punto di riferimento per volontari e cittadini”.

La nuova sede sarà operativa a partire dal 10 novembre per l’attività di raccolta e da gennaio 2017 per l’attività di prelievo a scopo diagnostico.

 Antonella Messori, Roberto Baricchi, Stefano Pavesi, Enrico Spallanzani (Presidente AIDO), Erio Bagni (Consigliere ADMO), Andrea di Maio (in sostituzione di Ottavio Perrini, Presidente Avis Reggio Emilia )

Antonella Messori, Roberto Baricchi, Stefano Pavesi, Enrico Spallanzani (Presidente AIDO), Erio Bagni (Consigliere ADMO), Andrea di Maio (in sostituzione di Ottavio Perrini, Presidente Avis Reggio Emilia )

Casa del Dono
I 2mila e 227 metri quadrati di superficie, distribuiti su due livelli e realizzati in circa due anni di lavori, hanno richiesto ad Avis un impegno economico pari a 2,6 milioni di euro mentre all’allestimento di arredi e tecnologie ha provveduto il Santa Maria Nuova. La nuova collocazione offre ambienti ampi e luminosi e vantaggi in termini di abitabilità e comfort per utenti e operatori oltre ad una adeguata area di sosta per le auto.

Al piano terra, lato sud, sono situati gli ambulatori e le sale prelievo dedicati alle attività di raccolta sangue ed emocomponenti e trova spazio un ampio locale di ristoro. La logistica esprime attenzione e cura nei confronti dei donatori che saranno ospitati in sale di attesa adeguate e postazioni modernamente attrezzate. Aumentano, inoltre, le poltrone a disposizione dei donatori di sangue, passando da 3 a 6,  e migliora il comfort delle 6 postazioni dedicate ai donatori di plasma (procedura il cui svolgimento richiede circa un’ora di tempo).

Con il trasferimento delle attività di raccolta alla nuova sede sarà esteso anche l’orario di apertura, dalle 7.15 alle 11.30 dei giorni infrasettimanali. Sul lato ovest troverà posto il Centro prelievi del Santa Maria Nuova con ambulatori di servizio, sala di attesa e sportelli di front office. Al primo piano, oltre agli uffici amministrativi di Avis provinciale e Avis comunale, trovano posto le sedi di AIDO e ADMO. Nello stesso piano è presente una sala riunioni a disposizione delle Associazioni con una capienza di 80 posti.

Favorita anche la gestione logistica delle scorte di materiali destinati al fabbisogno dei 24 punti di raccolta Avis del territorio provinciale: 28mila le sacche per la raccolta di sangue in toto, 5mila kit per la raccolta del plasma e migliaia di provette per i test di validazione delle unità.

Il Centro Prelievi del Santa Maria Nuova
Nel 2015 hanno avuto accesso al Centro Prelievi ospedaliero oltre 94mila e 300 utenti tra programmati, prenotati e in c.d. accesso diretto, vale a dire senza prenotazione (in media 300 utenti al giorno negli infrasettimanali e 200 il sabato). A questi si aggiungono i circa 1900 pazienti del Centro Emostasi per un totale di oltre 32.900 prelievi. Sarà trasferita nella nuova sede la sola attività in accesso diretto, pari a circa il 74% di quella complessiva. La dislocazione in altro settore della città, contribuirà a decongestionare l’accesso all’area ospedaliera nell’orario di punta rappresentato dalle prime ore del mattino.

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