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In pensione in anticipo grazie al prestito “Ape”

L'anticipo sarà gratuito per i disoccupati e i lavoratori in condizioni disagiate e la rata di ammortamento dovrebbe essere azzerata per le pensioni che arrivano a 1.200 euro netti. Oscillerà tra i 50 e i 60 euro al mese per 20 anni per tutti gli altri lavoratori che richiedono l’uscita anticipata di un anno

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REGGIO EMILIA – Dal 2017 sarà possibile andare in pensione con un po’ di anticipo grazie all’APE (Anticipo Pensionistico). Il progetto sperimentale delineato dal governo sarà contenuto nella legge di stabilità 2017 e coinvolgerà i lavoratori in possesso di 63 anni e 7 mesi di età (62 anni e 7 mesi le donne) a partire dal 1° gennaio 2017. Pertanto i nati dalla seconda metà del 1951 sino al 1953 saranno i primi a poter richiedere l’Anticipo Pensionistico.

Rispetto ai 66 anni e 7 mesi canonici si potrà andare in pensione anticipatamente di uno, due o tre anni. L’anticipo sarà destinato a tutti i lavoratori, ma alcune categorie saranno maggiormente agevolate, quali? Disoccupati senza ammortizzatori sociali, occupati in lavori rischiosi, pesanti, faticosi, o con un disabile da assistere in casa. Più precisamente, l’APE sarà completamente gratuito per i disoccupati e i lavoratori in condizioni disagiate e la rata di ammortamento dovrebbe essere azzerata per le pensioni che arrivano a 1.200 euro netti.

Oscillerà tra i 50 e i 60 euro al mese per 20 anni per tutti gli altri lavoratori che richiedono l’uscita anticipata di un anno. Come funziona la procedura? Gli istituti di credito quali banche o assicurazioni anticiperanno la somma al lavoratore che dovrà restituirla a rate, con gli interessi, da quando si raggiungerà il requisito per l’assegno di vecchiaia. Sarà l’Inps a certificare il diritto alla pensione e a gestire i rapporti con gli istituti di credito. Contestualmente all’Ape, il governo sta studiando una norma di coordinamento per quei lavoratori che hanno una pensione integrativa privata.

RITA, così è chiamata la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata per la pensione anticipata, dovrebbe consentire al lavoratore over 63, che ha scelto di utilizzare la flessibilità pensionistica, di incassare una parte della propria pensione integrativa per ridurre l’impatto dell’Anticipo Pensionistico. Utilizzando RITA, infatti, il lavoratore potrebbe ridurre (anche dimezzando) il prestito bancario per la pensione anticipata. L’intero disegno è ancora in una fase di composizione, con alcuni punti stabiliti e altri che, probabilmente, verranno meglio definiti nei prossimi mesi.

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