Fiom, in 300 per il rinnovo del contratto

I delegati Fiom stamattina al circolo Pigal: bene la riapertura della trattativa di Federmeccanica

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REGGIO EMILIA – Circa trecento delegati e delegate sindacali della Fiom Cgil si sono riuniti stamattina per discutere della situazione politica nazionale e del rinnovo dei contratti nazionali di categoria. L’incontro è iniziato con un minuto di silenzio per ricordare Abdesselem El Danaf , operaio ucciso nella notte a Piacenza durante uno sciopero e un picchetto insieme ai colleghi.

“E’ una tragedia umana e un fatto gravissimo dal punto di vista sindacale l’omicidio di un lavoratore nell’esercizio del diritto di sciopero – ha dichiarato il segretario della Fiom Sergio Guaitolini ricordando l’episodio alla platea -. L’uccisione di Abdesselem El Danaf avviene in un momento in cui il diritto di sciopero viene messo in discussione e in un clima in cui il lavoro, i suoi diritti e le sue condizioni sono ridotti a una variabile dipendente degli interessi dell’impresa e della finanza. In particolare, nel settore della logistica assistiamo a un costante degrado delle condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori con un sistema di appalti, sub-appalti e false cooperative che determina condizioni di sottosalario e di lavoro precario privo di tutele, in cui proliferano le prestazioni illegali e il mercato delle braccia che ha come prime vittime i lavoratori immigrati”.

Le Rsu metalmeccaniche, che rappresentano oltre 20mila lavoratori delle aziende reggiane, hanno “valutato positivamente la scelta della Cgil di promuovere le ragioni del “No” al referendum costituzionale”. Tutti i delegati intervenuti si sono impegnati a moltiplicare le occasioni di informazione e confronto sulla riforma riconoscendo che ad oggi, “per responsabilità del premier, il dibattito è stato pesantemente personalizzato mentre occorrebbe dare a tutti i lavoratori e cittadini la possibilità di poter capire nel merito sia  le ragioni del Sì che le ragioni del No in modo di votare consapevolmente al referendum”.

Per la Fiom Cgil di Reggio la riforma costituzionale, dopo il Jobs Act e la cosidetta “Buona Scuola” “è un altro tassello di un processo che restringe gli spazi di democrazia e partecipazione, concentrando il potere nelle mani di pochi, nelle scuole come nei luoghi di lavoro, ed in generale nella vita politica del Paese. Per questo la campagna per il No al referendum è in totale coerenza e continuità con le lotte dei lavoratori di questi anni e di questa campagna se ne faranno portatori sia  all’interno delle fabbriche che fuori”.

Proprio durante l’assemblea Fiom è arrivata la notizia che la Federmeccanica ha convocato Fim Fiom Uil per un incontro il 28 settembre dove le imprese dovrebbero presentare una nuova proposta per il contratto nazionale. “E’ una buona notizia, dopo mesi di stallo determinato dalla posizione di chiusura di Federmeccanica,  finalmente si apra uno spiraglio per  una trattativa vera”, ha commentato Guaitolini parlando dal palco. “Ovviamente dovremo valutare nel merito la proposta di Federmeccanica ma è indubbio che siamo difronte ad una evoluzione dopo che per sette successivi incontri era stata ripetuta sempre la stessa identica posizione”.

Per la Fiom il cosiddetto “Rinnovamento contrattuale” di cui dall’anno scorso parla la federazione metalmeccanica di Confindustria altro non è che la fine del contratto nazionale: riconoscere il recupero del potere di acquisto solo al 5% dei lavoratori significa dire a tutti gli altri che avranno congelate le retribuzioni per anni se non decenni, e da questo nuovo incontro ci si aspetta che su questo tema la Federmeccanica voglia accettare di riconoscere a tutti i lavoratori il diritto fondamentale di veder recuperato il potere d’acquisto perso con l’inflazione.

Gli operai metalmeccanici di Reggio Emilia nei mesi scorsi hanno aderito in massa alle oltre 20 ore di sciopero proclamate da Fim Fiom Uilm, fino al punto di bloccare completamente la circolazione del traffico durante le manifestazioni svoltesi sia in città che in provincia  tra il 6 e il 12  luglio per dare la giusta visibilità alla propria vertenza, ora  finalmente si riapre la trattativa e quindi la speranza per i lavoratori metalmeccanici di ottenere un contratto nazionale.

“Aumenti certi, e per tutti, per recuperare l’inflazione, questo è il minimo che ci aspettiamo dalla nuova proposta ” ha concluso Guaitolini e “ Sia chiaro che i lavoratori metalmeccanici non staranno fermi se  Federmeccanica decidesse invece di ribadire la volontà di metter fine allo storico ruolo di regolazione salariale avuto sempre  dal contratto nazionale”.

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