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Festival Venezia, Leone d’oro al regista filippino Lav Diaz

"The woman who left" è una allegoria dell'umanità che soffre e che non rinuncia a lottare. Il premio speciale della giuria al controverso "The Bad Batch" di Ana Lily Amirpur

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VENEZIA – Il regista filippino Lav Diaz ha vinto il Leone d’oro con il fluviale “The woman who left” (226 minuti, ma per lui sono pochi, il precedente erano 485). Dopo l’Orso d’argento a Berlino con “Hele sa Hiwagang Hapis” ora il premio più ambito di Venezia 73 con la storia di una donna ingiustamente imprigionata per 30 anni. La donna, spiega il regista, è “una allegoria dell’umanità che soffre e che non rinuncia a lottare. Questo premio è per il popolo filippino e per la sua battaglia”.A Emma Stone nel film “La La Land” di Damien Chazelle (Usa) è andata la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile; il riconoscimento per la migliore interpretazione maschile va a Oscar Martinez nel film “El Ciudadano ilustre” di Mariano Cohn e Gaston Duprat (Argentino, Spagna). Il premio Marcello Mastroianni a una giovane attrice emergente va a Paula Beer nel film “Frantz” di Francois Ozon (Francia).

Il Gran Premio della giuria è andato a “Nocturnal Animals” di Tom Ford (Usa). Leone d’argento per la migliore regia ex aequo a Amat Escalante per il film “La Region Salvaje” (The Untamed) e a Andrei Konchalovsky per il film “Paradise”. Il premio Orizzonti per il miglior film a Venezia 73 va a “Liberami” di Federica Di Giacomo (Italia, Francia).A Venezia 73 il premio per la migliore sceneggiatura va a Noah Oppenheim per il film “Jackie” di Pablo Larrain (Regno Unito). Il premio speciale della giuria a Venezia 73 va al film “The Bad Batch” di Ana Lily Amirpur (Usa).

E’ stato premiato come miglior film restaurato alla Mostra di Venezia “Break Up – L’uomo dei cinque palloni” di Marco Ferreri (Italia-Francia, 1963-1967, 85′), presentato dalla Cineteca di Bologna e dal Museo nazionale del Cinema di Torino, in occasione del ventennale della morte di Marcello Mastroianni. L’attore interpretava un imprenditore ossessionato nel chiedersi fino a che punto si possa gonfiare un palloncino e Catherine Spaak ne era la fidanzata e prossima moglie.

Il premio Venezia Classici è stato ritirato dal direttore della Cineteca Gian Luca Farinelli e dal presidente del Museo Paolo Damilano. Il restauro della versione integrale è stato realizzato dal laboratorio L’Immagine Ritrovata della Cineteca con il Museo, in collaborazione con Warner Bros e il sostegno di Sordella e Nuovo Imaie. “Break Up” venne ridotto a episodio del film collettivo “Oggi, domani e dopodomani” (con altri di Luciano Salce ed Eduardo De Filippo), prima della sua uscita in versione completa in Francia nel 1969.

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