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Sisma, si valuta indagine su uso fondi pubblici per edifici

Renzi: ricostruzione in trasparenza, ogni centesimo sarà verificabile

REGGIO EMILIA – La Procura di Rieti valuterà l’apertura di un fascicolo di indagine sull’uso di fondi pubblici destinati alla messa in sicurezza e a norma di edifici crollati nel disastroso terremoto che ha colpito paesi del reatino, in particolare Amatrice. A questo proposito nei prossimi giorni verrà acquisita tutta la documentazione relativa agli edifici crollati e i manufatti in questione verranno posti sotto sequestro. Nel filone principale la Procura procede per disastro colposo e omicidio colposo. “Nel fascicolo al momento ci sono solo i nulla osta per il seppellimento delle vittime”, ha detto il procuratore di Rieti.

Renzi: ricostruzione in trasparenza, ogni centesimo sarà verificabile
Ricostruire in sicurezza e con la massima trasparenza con l’aiuto dell’Anac. E’ la promessa del premier Matteo Renzi a proposito del terremoto che ha sconvolto il centro Italia. “C’è una ricostruzione – scrive il premier nella enews – da coordinare nel modo più saggio e più rapido. Giusto fare in fretta, ma ancora più giusto fare bene e soprattutto con il coinvolgimento delle popolazioni interessate. La ricostruzione dovrà avvenire nel modo più trasparente con l’aiuto di strutture che abbiamo voluto con forza come l’Autorità Anti Corruzione ma anche con la massima trasparenza online. Ogni centesimo di aiuti sarà verificabile a cominciare da quelli inviati via sms dagli italiani al numero della protezione civile (Sms al numero 45500, ancora attivo per chi vuole dare una mano). Ma soprattutto dovremo tenere viva la presenza delle comunità sul territorio. I luoghi hanno un’anima, non sono semplicemente dei borghi da cartolina”.

“Nessuno di noi – dice Renzi –  potrà bloccare la natura, ma perché non cambiare mentalità e lavorare – tutti insieme – a un progetto che tenga più al riparo la nostra famiglia, la nostra casa? Questo è il senso del progetto Casa Italia”. Ovvero del progetto del governo di un piano nazionale di messa in sicurezza del territorio.

Nella fase della ricostruzione – dice Renzi – “dovremo soprattutto tenere viva la presenza delle comunità sul territorio. I luoghi hanno un’anima, non sono semplicemente dei borghi da cartolina. E l’anima gliela danno le storie delle persone, vecchi e bambini, il vissuto quotidiano, gli spazi di una comunità a cominciare dal circolo, dalla chiesa, dalla scuola. L’impegno del governo è che questi luoghi così ricchi di un passato prezioso possano avere un futuro. E per farlo occorrerà lavorare tutti insieme, senza proclami, senza annunci, senza effetti speciali, ma con l’impegno rigoroso di tutti”. “La storia italiana ci consegna pagine negative nella gestione del dopo-terremoto, come l’Irpinia, ma anche esempi positivi. Su tutti il Friuli del 1976, certo. Ma anche l’Umbria di vent’anni fa. E soprattutto penso al modello emiliano del 2012. Quel territorio ha “tenuto botta”, come si dice da quelle parti, ricostruendo subito e bene”, aggiunge.

“In queste ore – dice Renzi – l’Italia è una famiglia colpita. Le storie che Amatrice, Accumoli, Arquata, Pescara del Tronto ci consegnano sono storie di disperazione e di morte. Non basterà una vita ad asciugare le lacrime di quella mamma che ha perso il marito e i figli. Di quei genitori che non abbracceranno più la loro piccola creatura. Di quella bambina salvata dalla sorellina più grande a prezzo della vita. Di quel ragazzo rimasto orfano che il prossimo anno farà l’esame di maturità senza avere più i genitori a casa cui raccontare come è andata la versione”. Renzi che sottolinea: “l’Italia sa come fare a reagire. Siamo bravi e generosi, specie nei momenti di difficoltà. La gestione dell’emergenza da parte della Protezione Civile è stata efficace e tempestiva. Ci sono 238 persone che sono state strappate dalle macerie dalla professionalità dei Vigili del Fuoco e dei soccorritori: un numero impressionante. Siamo orgogliosi di questa reazione. Siamo fieri di questo meraviglioso popolo italiano”.