Quantcast

Referendum, Errani: “Pd abbia coraggio e ascolti ragioni del no”

L'ex governatore ieri a Festareggio: "Disponibile a incarichi ma non li cerco"

REGGIO EMILIA – Un appello a svelenire il clima sul tema del referendum, unito all’esortazione a dare piu’ ascolto alle ragioni del no. E’ l’avviso lanciato ieri al Pd da Vasco Errani a Festareggio, dove l’ex governatore della Regione e’ intervenuto in un dibattito sulle relazioni industriali con il segretario della Cgil Vincenzo Colla e l’imprenditore Ivan Malavasi. L’ex numero uno di viale Aldo Moro per tre mandati e’ invece rimasto copertissimo sul tema di un suo eventuale ritorno alla politica “attiva”, magari con un incarico romano di cui si era parlato.

Rispetto a questo Errani non nega la sua disponibilita’, ma si dichiara piu’ interessato al “progetto” per risolvere i problemi del Paese, prima che della sua personale posizione. Sullo scontro tra le correnti democratiche sul referendum l’ex presidente spiega dunque: “Bisogna andare lontano, anzi lontanissimo dalle battute. Perche’ le battute fanno male e rischiano di creare delle rotture profonde”. Stiamo parlando, prosegue Errani, “della Costituzione, che e’ cosa importante. Io penso che il Pd debba avere la capacita’ di ascoltare anche le ragioni del no, discutere nel merito e avere la forza e il coraggio di affrontare un problema che ci viene posto motivatamente da piu’ parti”.

E cioe’ “quello di costruire un diverso equilibrio tra la riforma costituzionale e la legge elettorale. Questo e’ un problema che a mio parere il Pd deve sapere risolvere con una iniziativa politica di tutto il partito, per cambiare una legge elettorale che non assicura un risultato adeguato”.

Sulle tematiche economiche, Errani aggiunge: “C’e’ prima di tutto qualcosa da fare perche’ viviamo una fase economica molto complicata e abbiamo di fronte grandissime sfide come ad esempio l”industria 4.0, il fronte dell’occupazione e il rilancio degli investimenti, prima di tutto quelli pubblici”. A questo proposito “nel 2008 abbiamo fatto 108 miliardi di investimenti pubblici, nel 2015 siamo a circa 31. Ma senza un investimento pubblico credibile non e’ pensabile si possa sostenere la ripresa”.

Una lancia viene poi spezzata a favore dei Comuni: “Basta con i finanziamenti a pioggia e premiare chi investe in modo virtuoso”, chiosa l’esponente del Pd. Infine, a chi gli chiede del suo futuro, Errani risponde: “Non ho mai lasciato la politica attiva. Mi sono dimesso dopo una condanna in una vicenda da cui sono poi uscito del tutto pulito e ne sono orgoglioso. Ma continuo a fare politica parlando con le persone dei loro problemi”.

Quanto a nuovi eventuali incarichi il democratico ribadisce: “Per me e’ importante il progetto, ho dimostrato con chiarezza di non essere alla ricerca di incarichi. Mi interessa il progetto perche’ tante persone sono lontane dalla politica perche’ la politica e’ lontana da loro”. Insomma, “devo parlare di welfare universalistico, di pensioni e di voucher. Non di cosa fa Errani. Questo e’ molto piu’ utile alle persone” (Fonte Dire).