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Le imprese artigiane crescono e si rinnovano

Secondo i dati della Camera di commercio prendono piede design industriale, tecnico e di moda, tatuaggi e piercing, servizi di cura degli animali e cura e manutenzione del paesaggio

REGGIO EMILIA – Design industriale, tecnico e di moda, tatuaggi e piercing, servizi di cura degli animali e cura e manutenzione del paesaggio. Sono queste le attivita’ che, secondo un’analisi della Camera di commercio, stanno prendendo piede nel settore dell’artigianato a Reggio Emilia, registrando nel primo semestre del 2016 gli incrementi piu’ consistenti. In generale invece le imprese artigiane della provincia sono risultate in lieve ripresa nel secondo trimestre dopo aver comunque scontato una flessione nei primi tre mesi dell’anno.

Fra aprile e giugno, infatti, sono state 389 le iscrizioni nel registro dell’ente camerale a fronte di 332 aziende che hanno espresso la volonta’ di non proseguire l’attivita’. Con un saldo positivo di 57 unita’ ed un tasso di crescita dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, gli artigiani reggiani hanno cosi’ raggiunto quota 19.322. A fronte di questo positivo risultato il secondo trimestre del 2016 risulta, pero’, quello meno brillante in assoluto per numero di imprese artigiane nate dal 2010 ad oggi.

Scorrendo le tipologie di impresa, nel periodo gennaio-giugno 2016, la leadership della crescita, in termini percentuali, va alle attivita’ di ristorazione, in particolare quelle di preparazione di cibi da asporto, che in sei mesi sono cresciute del 2% raggiungendo le 564 unita’. Le attivita’ del terziario sono quelle che mostrano maggior dinamicita’, soprattutto quelle che svolgono servizi di supporto alle imprese (piu’ 2,1%) e quelle professionali, scientifiche e tecniche (piu’ 4,4%), anch’esse funzionali alle attivita’ produttive.

Fanno eccezione i trasporti che, registrando una riduzione del 2,3%, scendono a 1.083 unita’. Sono invece ancora in sofferenza sia il settore edile che il manifatturiero. Le costruzioni, che con 9.488 unita’ rappresentano il 49,1% delle imprese artigiane, registrano la maggior contrazione in valore assoluto: meno 219 unita’ (2,3%) nei primi sei mesi dell’anno. Registrano complessivamente un calo dell’1,4% anche le imprese appartenenti al manifatturiero, che rappresentano oltre un quinto delle attivita’ artigiane della provincia di Reggio Emilia.

Nel primo semestre dell’anno sono diminuite di 60 unita’ arrivando a quota 4.304 aziende. In lieve contrazione (meno 10 unita’ pari al meno 2,7%), infine, anche le ditte di riparazione di beni di consumo e per la casa che scendono a quota 365.