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Frode fiscale e riciclaggio, indagato un 57enne di Guastalla

Insieme ad altre sette persone all'interno di una maxi operazione della Guardia di Finanza di Sarnico (Bergamo). Un giro di fatture false di 24 milioni di euro. Coinvolti anche imprenditori reggiani

GUASTALLA (Reggio Emilia) – Un 57enne di Guastalla, l’avvocato ed ex assessore Marco Bagni, è stato indagato insieme ad altre sette persone (fra queste anche un altro guastallese, Daris Suffrè), accusate a vario titolo, dei reati di dichiarazione fraudolenta, distruzione od occultamento di contabilità e riciclaggio, nell’ambito di un’operazione antiriciclaggio portata a termine dalla guardia di Finanza di Sarnico (Bergamo).

All’interno della stessa operazione sono finiti nei guai anche i titolari delle società che hanno beneficiato della frode fiscale ed hanno trasferito i soldi all’estero (37 industriali delle provincie di Bergamo, Brescia, Mantova, Vicenza, Venezia, Padova, Treviso, Trento, Reggio Emilia, Modena, Pordenone e Verbania) che sono stati segnalati ai reparti della Guardia di Finanza territorialmente competenti ai quali dovranno rispondere per le rispettive violazioni fiscali e penali.

L’operazione della Finanza è arrivata a scoprire il presunto riciclaggio di milioni di euro provenienti da emissione e utilizzo di fatture false nel settore del commercio metalli. Il denaro, che sarebbe stato distratto dai conti di numerose società del nord Italia, sarebbe stato girato su conti correnti aperti in banche nella Repubblica Slovacca e lì, grazie ad innumerevoli prelievi di contanti, se ne sarebbero perse le tracce. Secondo i finanzieri un giro di fatture false per complessivi 24 milioni di euro, più iva per 4,4 milioni di euro, che sarebbero state finalizzate, oltre che all’evasione delle imposte, ad un massiccio trasferimento all’estero del denaro ed al conseguente riciclaggio.

Al centro della frode ci sarebbe stata una società di Grumello del Monte, gestita da un 60enne di Clusone, che avrebbe avuto il ruolo di emettere fatture false nei confronti di numerosi imprenditori i quali, pagandole, avrebbero prelevato ingenti somme dalle casse societarie. Il denaro sarebbe poi stato girato su conti correnti esteri intestati a due “cartiere” di Bergamo e Guastalla (Reggio Emilia), operazione finanziaria che sarebbe avvenuta contabilmente quale pagamento di false fatture che le “cartiere” a loro volta avrebbero emesso alla società di Grumello del Monte. Le “cartiere”, dopo aver svolto il proprio ruolo di emittenti di fatture false per milioni di euro e di trasferimento delle somme all’estero, sarebbero state abbandonate senza presentare alcuna dichiarazione e facendo sparire la contabilità.

Nel meccanismo erano inseriti anche un autotrasportatore bergamasco, con il compito di emettere falsi documenti attestanti il trasporto della merce indicata nelle citate fatture, un commercialista con studio a Bergamo, che forniva il proprio apporto “professionale” nell’organizzazione della frode ed un piemontese residente all’estero, che fungeva da “intermediario” tra chi emetteva le fatture fittizie e chi le utilizzava.In tal modo, le ingenti somme di denaro trasferite all’estero potevano essere rimesse, in contanti, nella disponibilità dei destinatari delle fatture false (tutti grossi imprenditori lombardi, veneti, emiliani, friulani e piemontesi), previo un ovvio compenso per il “servizio” fornito.

Le complesse indagini svolte dalle Fiamme Gialle del Sebino (sviluppate anche tramite l’analisi di tabulati telefonici e accertamenti bancari, in Italia e all’estero) e coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Bergamo, Antonio Pansa, avrebbero consentito di accertare un giro di fatture false per oltre 24 milioni di euro (finalizzato sia all’evasione delle imposte che ad un massiccio trasferimento all’estero di denaro ed al conseguente suo riciclaggio). L’operazione si è conclusa con il sequestro preventivo “per equivalente”, disposto dal Gip del Tribunale di Bergamo, Ciro Iacomino – di conti correnti, abitazioni, uffici, terreni, autovetture, motoveicoli, quote azionarie, polizze assicurative e altri investimenti di natura finanziaria, riconducibili agli indagati.

Ruolo determinante nel riciclaggio del denaro l’avrebbero avuta l’avvocato 57enne di Guastalla (Reggio Emilia), e P.L.S., 50enne di Sale Marasino (Brescia), i quali si sarebbero recati spesso in Slovacchia per prelevare i contanti – sono stati individuati prelievi per importi superiori ai 13 milioni di euro -per concludere quindi il “servizio”.