Corte europea cancella operazione “All In”

Il Lussemburgo mette lo stop alla doppia tassazione per chi vince al gioco oltre confine

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REGGIO EMILIA – Notizia che rallegra i cuori e smette di alleggerire le tasche dei giocatori e degli appassionati del “games of chance” regolamentato. Soprattutto di quelli che amano divertirsi oltre frontiera. Infatti, il parlamento italiano ha appena varato la legge che impedisce all’erario di effettuare la doppia tassazione per vincite ottenute all’estero nei casinò dell’Unione Europea.

Tutto ha avuto inizio nel 2009 quando alcuni giocatori di poker hanno iniziato a ricevere  le prime lettere dell’Ufficio dell’Entrate che richiedeva di versare il 40% delle somme vinte: operazione “All In”, così era stata definita e riguardava le vincite ottenute in tornei all’estero nel 2008 e nel 2009.  Una decisione contro la quale i giocatori si sono appellati, arrivando fino alla Corte Europea.

Dopo i primi richiami da parte della CE, nel 2014 è giunta la sentenza della Corte Costituzionale che non solo appoggiava i giocatori, ma obbligava l’Italia ad un cambiamento della legge per non incappare in pensanti sanzioni.  Due anni dopo la risposta del governo italiano, con 253 favorevoli alla nuova legge.

È così che i giudici di Lussemburgo hanno salvato i giocatori da una vera e propria persecuzione da parte dell’erario italiano. Tutti i processi in corso non hanno quindi più diritto di esistere, così come la stessa operazione “All In”. Ora però, con l’uscita dell’Inghilterra dall’Unione Europea, resta da capire quali saranno gli accordi bilaterali fra i due paesi.

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