Aemilia, maneggio abusivo a Reggio: nuovo ricorso dei Brescia

Scontro al Consiglio di Stato su struttura ippica di Villa Cella confiscata dal Comune

REGGIO EMILIA – Nuovo capitolo del braccio di ferro legale tra il Comune di Reggio e i fratelli Luigi, Francesco e Pasquale Brescia (quest’ultimo ex titolare del ristorante Antichi Sapori di Gaida e detenuto per associazione mafiosa nell’inchiesta Aemilia ma indagato anche, in un nuovo troncone di indagini, per minacce aggravate dal metodo mafioso per la lettera indirizzata dal carcere al sindaco di Reggio, Luca Vecchi), sulla vicenda del centro ippico di Villa Cella. La struttura, realizzata dagli imprenditori nella frazione cittadina e a ridosso della ferrovia Milano-Bologna, e’ stata sequestrata dal Comune perche’ giudicata abusiva.

Tutto era iniziato nel luglio 2012, quando i tecnici del Comune di Reggio, dopo un controllo, avevano ordinato alla BreConGen, l’azienda dei fratelli Brescia, di sospendere i lavori di realizzazione del maneggio. Ad ottobre del 2012 l’azienda aveva pero’ fatto ricorso al Tar di Parma chiedendo l’annullamento dell’ordinanza, ma nel novembre 2012 si era vista respingere la richiesta di sospensiva. Inoltre con la sentenza depositata il 14 gennaio di quest’anno i giudici amministrativi hanno in parte respinto e in parte giudicato inammissibile il ricorso, condannando la societa’ ricorrente al pagamento delle spese processuali.

I Brescia pero’ non si erano dati per vinti e, ad aprile del 2013, avevano impugnato di fronte al Tar ducale anche l’atto firmato dal dirigente del Servizio edilizia del Comune che comunicava alla loro societa’ i provvedimenti presi in seguito al mancato rispetto dell”ordinanza di sospensione dei lavori. Ma anche questa volta il tribunale amministrativo aveva mostrato il pollice verso, resingendo a giugno del 2013 la sospensiva e poi, sempre nella sentenza giunta a gennaio di quest’anno, dichiarando in parte inammissibile e in parte infondato ricorso, con risarcimento delle spese del giudizio.

Nello stesso periodo dell’aprile del 2013, infine, con ricorso straordinario al presidente della Repubblica la BreCoGen aveva impugnato un terzo provvedimento del Comune con il quale “accertata l’inottemperanza all’ordinanza del primo ricorso, si dava impulso all’acquisizione dell’area al patrimonio disponibile del Comune ed alla demolizione delle opere edilizie abusive”. A fronte dell’ennesimo diniego del Tar (nella stessa sentenza del 14 gennaio 2016) i Brescia hanno quindi deciso, lo scorso 14 luglio, di appellarsi al Consiglio di Stato contro i tre precedenti provvedimenti del Tar, chiedendone “la riforma previa sospensione”.

Il Comune di Reggio ha deciso di resistere in giudizio e assegnato, con una delibera di giunta del 28 luglio scorso, l’incarico di rappresentanza al dirigente del servizio Legale Santo Gnoni (Fonte Dire).