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Tragedia in Puglia, condizioni simili sulla Reggio-Ciano

La tratta è a binario unico, funziona con i fonogrammi e non è presente l'Scmt che prevede il blocco dei treni. L'assessore Donini: "Lo installeremo a breve"

REGGIO EMILIA – Il drammatico incidente ferroviario in Puglia, che è costato la vita a 23 persone, è avvenuto anche per il fatto che sulla Bari-Barletta non c’era nessun sistema di sicurezza automatico. Quella infatti è una delle poche tratte dove si usano ancora i vecchi dispacci attraverso il telefono, ovvero i fonogrammi per segnalare i treni in arrivo.

Ora forse non molti lo sanno, ma tutte le tratte ferroviarie locali reggiane sono a binario unico esattamente come quella pugliese locale dove è avvenuta la tragedia. In particolare, però, la Reggio-Ciano, unica fra tutte le linee locali, continua ad utilizzare il sistema dei fonogrammi nel tratto Reggio Santo Stefano-Ciano. Il sistema funziona così: il treno parte a Reggio e arriva a Barco. Il capotreno scende e chiama un dirigente a Reggio e dice: “Sono giunto”. Il dirigente lo scrive e poi il treno dall’altra parte, che da Ciano va a Reggio, riceve l’autorizzazione dal dirigente a passare dato che l’altro convoglio è fermo. Quando è passato il dirigente autorizza a passare il treno che da Reggio va a Ciano. Tutto avviene per telefono.

L’unica differenza rispetto al tratto pugliese dove è avvenuta la tragedia è che lì c’erano due capistazione che davano il via e non un dirigente unico e questo può creare più confusione. Ad evitare la tragedia pugliese poteva venire in soccorso l’Scmt, il sistema controllo marcia treno che, purtroppo, mancava e che prevede sensori su tutta la linea ferroviaria che segnalano, blocco per blocco, se la linea è occupata. Man mano che il treno avanza si bloccano gli altri treni.

Peccato che questo sistema di sicurezza sia presente oggi solo su 4,8 chilometri dei 364 di linee locali Fer presenti in Emilia-Romagna (anche se è stato avviato un piano da 40 milioni di euro per installarlo ovunque entro il 2020, ndr) e che sia assente, per ora, sul tratto della Reggio Santo Stefano-Ciano. La sicurezza dei 500-600mila passeggeri annui della Reggio-Ciano è quindi affidata ai fonogrammi, esattamente come nel tratto fra Andria e Corato. Vero che c’è chi fa notare che una ferrovia con possibile errore umano è più sicura di altri tipi di trasporto, magari su gomma, ma la stastistica non può essere di consolazione in casi come quello pugliese.

In Regione probabilmente qualcuno se n’è accorto e proprio per questo oggi l’assessore Donini ha detto che “la nuova giunta, appena insediata, ha assegnato nel 2015 8,5 milioni per installare l’Scmt sulla Casalecchio-Vignola, dove i lavori sono già iniziati, e sulla Reggio-Ciano, che verrà cantierata a breve. Spenderemo altri 25 milioni per installare questo sistema su tutta la rete regionale”.

D’altra parte il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, ex sindaco di Reggio, che sicuramente conosce bene la realtà della nostra provincia, nella sua informativa alla Camera oggi ha detto: “La sicurezza della tratta coinvolta dall’incidente è regolata tramite consenso telefonico che lascia interamente all’uomo la gestione ed è tra i sistemi meno evoluti e piu’ a rischio di regolazione della circolazione ferroviaria”.