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Renzi: “Referendum cruciale per la credibilità della classe politica”

Il premier-segretario: "Da Prodi a Veltroni ho sempre detestato gli attacchi al leader senza strategia alternativa". Cuperlo: "Esci dal talent"

ROMA –  Il referendum è cruciale “non per i destini di qualcuno ma per il futuro della credibilità della classe politica italiana”. Lo ha detto Matteo Renzi alla direzione del Pd, nel corso della quale ha affrontato vari temi, tra cui la Brexit, le banche, la flessibilità. Cuperlo  gli ha replicato: “Esci dal talent di un’ Italia patinata e fatta di opportunità, e scopri la modestia”.

La Direzione poi ha bocciato l’ordine del giorno presentato da Roberto Speranza della minoranza Dem che impegnava il partito ad “offrire piena cittadinanza anche a chi sostiene le ragioni del No” al referendum sulle riforme. I voti favorevoli sono stati “otto”. Renzi aveva detto: “C’è qualcuno tra voi che pensa sinceramente che, dopo che la legislatura è nata e ha fatto ciò che ha fatto, in caso di ‘no’ al referendum, il presidente del Consiglio, e io penso anche il Parlamento, non ne possa prendere atto?”.

Renzi ha poi detto che “si pone un tema di organizzazione del partito – ha sottolineato -… Finché lo guido io, le correnti non torneranno a guidare il partito, lo dico innanzitutto ai renziani di stretta osservanza, della prima o seconda ora o a quelli last minute. Non c’è garanzia per nessuno in questo partito, a iniziare da me. Girate, ascoltate, fate i tavolini. O state in mezzo alla gente, o voi e noi non abbiamo futuro”. “Una cosa deve essere certa – ha affermato ancora -; la stagione in cui qualcuno dall’alto della sua intelligenza si diverte ad abbattere il leader è finita; la strategia del Conte Ugolino non funziona. Se volete i caminetti prendetevi un altro segretario perché io voglio aprire le finestre e non chiuderle. Da Prodi a Veltroni ho sempre detestato gli attacchi al leader senza strategia alternativa”.

“Sono pronto ad ascoltare, ma anche a difendere la dignità di questa comunità, l’unica in cui si discute in modo franco e per questo viene rappresentata in modo macchiettistico. Litigano tutti i partiti e quelli che lo sono in modo meno tradizionale lo fanno ancora di più, ma al chiuso delle stanze. Il punto è che loro fingono di essere una falange e appaiono come tali, mentre noi – ha continuato Renzi – valorizziamo troppo spesso ciò che ci divide”.

“C’è fuori un mondo che chiede al Pd se ha le idee chiare, quella che si apre è una stagione difficile e affascinante nella quale scommetto sul fatto che il Pd possa essere protagonista e non comparsa”, ha detto Renzi.

“E’ suonato l’allarme, l’ultimo – gli ha replicato Gianni Cuperlo, leader di Sinistradem -. Oggi tu sei visto come un avversario da una parte della destra, ed è bene così, ma anche da una parte della sinistra e questo è un dramma” per chi è sotto il simbolo del Pd. Senza una svolta, tu condurrai la sinistra italiana ad una sconfitta storica”. Cuperlo ha definito “miope” la relazione di Renzi e ha aggiunto: “Esci dal talent di un’ Italia patinata e fatta di opportunità e scopri la modestia. Bersani invece ha detto che “la separazione fra gli incarichi di segretario e premier non è un dibattito lunare . Non è la soluzione a tutti i problemi, è la premessa. E lui era anche d’accordo quando si candidò contro di me”.