Prostituzione, chiusi due “Centri massaggi” cinesi

Misure cautelari per una cinese e due italiani, individuate due ragazze asiatiche clandestine. La polizia sequestra in città due appartamenti

REGGIO EMILIA – Chiusi due “centri massaggi” trasformati in bordelli: una donna cinese e due uomini italiani finiscono nei guai, gravemente indiziati di sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Individuate due ragazze asiatiche clandestine. E’ l’ultimo esito dell’Operazione “End”, messa a segno dalla Polizia di Stato  nell’ambito di attività investigativa sulla comunità cinese.

Gli agenti hanno dato esecuzione a misure cautelari a carico di Zou Chunyan, nata in Cina 47 anni fa e in Italia con regolare permesso di soggiorno (ha un divieto di dimora nella provincia di Reggio); Giuseppe Quattrone, 45 anni (destinatario della misura cautelare dell’obbligo di firma), e Gian Mario Vitali, 70 anni (obbligo di firma).

Sono stati posti sotto sequestro gli appartamenti situati in città in via Debeli 9  e in via Fratelli Cervi 10 (via Emilia a Pieve), che a parere degli inquirenti “venivano utilizzati dal gruppo per l’esercizio della prostituzione”.

Gli agenti hanno anche effettuato delle perquisizioni domiciliari, rinvenendo “oggetti” riconducibili al reato di prostituzione e rintracciando due cinesi clandestine.

Nell’ambito dell’operazione, da febbraio ad oggi la Squadra Mobile ha proceduto al sequestro preventivo, di 16 Centri massaggi reggiani dove “veniva tollerata in via abituale” prostituzione.