Parco, Volta nuovo presidente della finanziaria Legacoop

Subentra a Versace che ha gestito Parco in un triennio di difficili interventi su coop in crisi. Oggi l'utile è positivo, il patrimonio netto di 79 milioni, con 55 milioni di capitale e 24 di riserve

REGGIO EMILIA – Andrea Volta è il nuovo presidente di Par.Co., la finanziaria partecipata da una cinquantina di aziende cooperative targate Legacoop Emilia Ovest (Leo) e da soggetti quali Fondazione Manodori, Unicredit e Cna Servizi.  E’ stato nominato oggi nel corso dell’assemblea dei soci, riunita all’Hotel Astoria Mercure di Reggio, a margine della quale i dirigenti hanno incontrato la stampa per illustrare i conti e tracciare un bilancio delle attività svolte. Erano presenti il presidente uscente Lino Versace (Assicoop, Ccfs, Ccpl); l’amministratore delegato Adriano Nicola; il presidente regionale di Legacoop  Giovanni Monti; e Volta, che mantiene anche l’incarico di presidente di Leo.

“Parco spa” nasce nel 1993 su iniziativa di Assicoop, Ccfr, Coopservice e Cormo, con un capitale sociale di 2 miliardi di lire (1 mln euro). Oggi il patrimonio netto ammonta a circa 79 milioni di euro (160 miliardi di lire), con 55 milioni di capitale e 24 di riserve.

L’assemblea di Par.Co ha approvato anche il bilancio consolidato 2015, che si è chiuso con una redditività netta di 652mila euro, a fronte di un 2014 che aveva invece il segno meno (-4.074.000 euro) e un 2013 altrettanto negativo (-1.009.000 euro). Oggi il reddito ante-imposte (RAI) è di 1.213.000 euro. Il valore della produzione è passato dai 434.000 euro del 2013 ai 916.000 del bilancio 2015.

Tratti distintivi del nuovo bilancio sono, oltre al deciso miglioramento dell’utile, la creazione di accantonamenti (i 24 milioni ) per “rinforzare le difese contro  gli ultimi colpi di coda di una crisi economica lunghissima che ha reso fragile il tessuto connettivo delle imprese”.

La sua mission aziendale sin dal 1993 è stata quella di “investire  nelle società di capitale” sia spa che srl di “interesse comune del movimento cooperativo reggiano”. Con questa ragione sociale, andava ad affiancarsi ad altri soggetti che insieme rappresentavano “una strumentazione di intervento” della cooperazione nostrana: Ccfs (con un ruolo nazionale per i finanziamenti e i prestiti) e Immobilcoop (poi Boorea). Fin da subito Parco ha “liberato” il Ccfs alle attività “non core normalmente esito di finanziamenti ammalorati, cedendoli, dopo averli ristrutturati, anche all’esterno del mondo cooperativo” (ad es. Abax Informatica, Cesp). La prova del fuoco è stata nel 2012 con le vicende Girsaoli (case di riposo ex Cmr) e Sicrea (la holding ha fatto da salvagente alle coop edili reggiane e modenesi a partire dalla Cmr). Nella sua storia Par.Co è “stata capace di coniugare la solidarietà con una progettualità che avesse anche valenza economica”.

“Parco – è stato spiegato – esce da un triennio di immersione nei problemi del territorio come è ben visibile dai dati consolidati del Gruppo, ed esce confermando la propria valenza patrimoniale e manageriale. Abbiamo affrontato con progettualità solidale dei casi critici nei quali il sostegno finanziario ordinario non era più sufficiente a garantire la continuità operativa”.

Il riferimento è alla salvaguardia del Gruppo Girasoli/Fysis  tramite “la controllata Welfare Italia con accollo di debiti finanziari per oltre 42 milioni, grazie a cui si sono  tutelati 450 posti di lavoro nell’assistenza socio-sanitaria; l’investimento nell’ammodernamento delle Residenze sanitarie per anziani; la generazione di reputazione, e di flussi di cassa per il rimborso dell’indebitamento”.
Parco ha anche affrontato interventi di “riconversione industriale nel settore Food, stop loss e uscita da partecipazioni minoritarie, rilancio di produzioni tipiche (pasta ripiena e gnocchi) a forte presenza estera (60% vendite) con capitalizzazione finalizzata agli investimenti e sostegno al circolante per complessivi 10 milioni”. Il riferimento è alle operazioni su Grandi Pastai Italiani.

Per quanto riguarda il settore edile, il più colpito dalla crisi economica, ha dato supporto alla nascita e alla crescita di Sicrea. Un ruolo svolto “attraverso una adeguata dotazione patrimoniale e di garanzia”, e con un sostegno finanziario  di oltre 18 milioni destinato a “interventi di contenimento degli effetti negativi generati dalle procedure concordatarie” (cioé il rimborso ai soci di parte del prestito perso). Il tutto ha garantito la garantita continuità operativa degli stabilimenti.

La finanziaria Parco ha operato anche in occasione della crisi del Ccpl (non ancora risolta, ma su cui Versace sta facendo “miracoli”), con un “rinforzo progettuale nella predisposizione del Piano di ristrutturazione”, aiuti nella “conduzione delle società operative” e nel  “piano di dismissione di attività”. Una corsa ad ostacoli vinta, con la salvaguardia di mille posti di lavoro, ma con alcune partite ancora aperte.
I dirigenti Parco hanno infine sottolineato l’importanza di interventi innovativi con la realizzazione “Demetra”, per la formazione e ricollocazione di profili professionali.