Il M5S: “Chiarire legami dirigenti Coopsette-‘Ndrangheta”

I parlamentari dell'Emilia-Romagna: "Da inchiesta Alchemia emergono particolari agghiaccianti"

REGGIO EMILIA – Le imprese edili e di movimento terra riferibili alla cosca Raso-Gullace-Albanese “hanno acquisito anche appalti dalla cooperativa ”Coopsette” di Reggio Emilia”. E lo avrebbero fatto “corrompendo dipendenti infedeli, che assegnavano le commesse a seguito dell’approvazione di preventivi appositamente ”gonfiati”, consentendo cosi’ un maggior guadagno alle imprese mafiose e assicurandosi il pagamento di un corrispettivo”.

Questi, scrivono i parlamentari emiliano-romagnoli del Movimento 5 stelle Michele Dell’Orco, Maria Edera Spadoni e Giulia Sarti, ed il vicepresidente della commissione Antimafia Luigi Gaetti, anch’egli del M5s, “i particolari agghiaccianti che emergono nell’inchiesta antimafia ”Alchemia”, relativa ai lavori sul Terzo Valico Genova-Milano”.

In una nota, i parlamentari pentastellati chiedono quindi che “sia fatta luce per conoscere i legami di questi dipendenti infedeli di Coopsette”, anche perche’, “come emerge nell’indagine e come ha spiegato il procuratore capo di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho, dalle intercettazioni rileviamo l’interesse dei prestanome della cosca a sostenere finanziariamente il movimento ”Si Tav”, per creare nell’opinione pubblica un orientamento favorevole per quell’opera”. Una strategia mediatica “raffinata per infiltrare i gruppi Si’ Tav con i propri affiliati per dare rilievo alla causa, e per inquinare gli appalti pubblici con proprie imprese”.