Fotografia europea, boom di biglietti venduti

L'undicesima edizione del festival si è chiusa con numeri in forte aumento, segno di un apprezzamento che si rinnova e cresce di anno in anno: biglietti a quota 14.167, più 35% rispetto al 2015. L'edizione 2017 si aprirà il 5, 6 e 7 maggio

REGGIO EMILIA – Riflettori spenti sull’undicesima edizione di Fotografia Europea, che il 10 luglio ha chiuso i battenti dopo oltre due mesi di esposizioni, affiancate per tutta la durata del festival da un ricco programma di eventi. Si tratta solo di un arrivederci: la manifestazione guarda avanti, divenuta ormai com’è un importante progetto culturale sulla scena europea, e dietro le quinte già fervono consultazioni e incontri degli organizzatori per dare vita alla prossima edizione, targata 2017, che si aprirà venerdì 5 maggio.

I numeri
I numeri di questa undicesima edizione della kermesse sintetizzano meglio di qualunque parola il successo ottenuto da Fotografia Europea: 14.167 i biglietti, di cui 1.988 online, in crescita del 35% rispetto all’anno passato. E sono stati 10.728 i partecipanti agli eventi, alle conferenze e alle attività organizzate nel corso della manifestazione.

Estremamente positivo anche il riscontro ottenuto dal sito di Fotografia Europea: dal 1° ottobre 2015 al 10 luglio 2016 le sessioni sono state 155.780, con un incremento del 36% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (1°ottobre 2014 – 26 luglio 2015).

Significativi i dati dei social di Fotografia Europea, con 45.931 seguaci: a fare la parte del leone è la pagina Facebook con 36.500 utenti, seguono Twitter (6.824) e Instagram (2.612).

Numerose le presenze alle attività e alle mostre, a conferma dell’interesse che la fotografia è sempre più in grado di accendere nel pubblico, non solo di addetti ai lavori; e anche a ulteriore prova della partecipazione di un’intera città, in prima linea come sempre nell’Off con le sue tante esposizioni in luoghi pubblici e privati. Va inoltre sottolineato che le mostre aderenti a questo circuito parallelo erano visitabili gratuitamente, al pari di quelle allestite a ingresso libero a Palazzo Casotti e nello Spazio Gerra che ad oggi con Disco Emilia ha registrato oltre 15mila presenze.

Si guarda al futuro con ambizioni di crescita
Al futuro si guarda con ambizioni di crescita, forti della consapevolezza, per dirla con le parole del sindaco Luca Vecchi, che oltre ad essersi consolidata parte significativa della produzione culturale della città, oggi Fotografia Europea è davvero diventata una manifestazione di assoluta rilevanza a livello internazionale.

“La crescita del 35% di Fotografia Europea 2016 è un dato che parla da solo, la dimostrazione che questa manifestazione esprime un altissimo livello qualitativo e sa parlare a tutta la città; sia attraverso le grandi mostre, ma anche grazie al protagonismo di migliaia di cittadini reggiani che fanno vivere, a vario titolo, l’Off”, ha dichiarato il sindaco.

“L’esperimento di quest’anno di ampliare la rete, di farla diventare manifestazione di valenza regionale con le sedi di Bologna e Parma, mettendo a sistema luoghi e spazi espositivi a Reggio Emilia, è stato vincente e ci incoraggia per le prossime edizioni. L’obiettivo è quello di tenere sempre di più assieme la partecipazione locale e tematiche globali ed identitarie al tempo stesso, ben rappresentate quest’anno dalla scelta di puntare sulla via Emilia come paradigma della fase storica che stiamo vivendo. Voglio ringraziare – e sono davvero troppi per poterli citare uno a uno – tutti coloro i quali hanno permesso a Fotografia Europea 2016 di essere un grande successo: comitato organizzatore, artisti, cittadini, volontari, spettatori, sponsor. Il 2017 sarà, ne sono sicuro, un’altra edizione che si farà ricordare”.

Prova del prestigio riconosciuto al festival a livello internazionale è la caratura degli artisti inclusi in questa undicesima edizione: in mostra scatti di un maestro internazionale come lo statunitense Walker Evans, dell’agenzia Magnum Photos, di importanti fotografi italiani quali Luigi Ghirri, Paolo Gioli, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Guido Guidi, Mimmo Jodice, Paolo Pellegrin, Paolo Ventura e la reggiana Paola De Pietri, solo per citarne alcuni.

Tante le occasioni in cui i cittadini hanno potuto incontrare artisti e curatori, a partire dalle conferenze, che li hanno visti in veste di guida delle loro esposizioni: da Reggio sono passati, tra gli altri, autori affermati come Joan Fontcuberta, Michael Najjar, Kent Klich, Maanantai Collective, e giovani protagonisti del panorama fotografico odierno, nazionale e internazionale impegnati in produzioni sul tema come Alain Bublex, Stefano Graziani, Antonio Rovaldi, Sebastian Stumpf, Davide Tranchina, Lorenzo Vitturi. Non vanno dimenticate tra le altre le mostre di autori reggiani che da tempo si sono messi in evidenza: Fabio Boni, Saverio Cantoni e Giuliano Ferrari.

A dare la misura dell’importanza raggiunta dal festival ci sono anche i numeri delle mostre: trentacinque quelle del solo circuito ufficiale, sei dei nuovi partner e oltre trecento dell’Off, a riconferma del positivo protagonismo di un’intera città e della provincia.

Apprezzata anche la dimensione regionale avuta quest’anno dal festival, che ha affiancato Bologna e Parma a Reggio quali sedi espositive, proprio nell’edizione dedicata alla via Emilia, strada di storia e cultura millenarie espressione del territorio (le mostre al Mast di Bologna “Ceramica, latte, macchine e logistica. Fotografie dell’Emilia-Romagna al lavoro” e allo Csac di Parma “Esplorazioni dell’archivio. Le fotografie della via Emilia” resteranno peraltro aperte rispettivamente fino all’11 settembre e al 2 ottobre).

Mai come quest’anno gli appuntamenti culturali inseriti nella cornice del festival sono stati numerosi e hanno accompagnato passo passo tutta la durata delle mostre: Francesco Guccini, Gianni Celati ed Ermanno Cavazzoni, che a questi eventi hanno dato lustro e valore, hanno saputo richiamare a Reggio centinaia di appassionati e ne sono stati i protagonisti indiscussi.

Gli sponsor
Come ogni anno, per il festival si è riconfermato fondamentale il contributo dei sostenitori: a Iren, special sponsor della manifestazione, si sono affiancati come main sponsor Gruppo Cariparma Credit Agricole, Coop Alleanza 3.0, MAST, CarServer, I Petali. In questa edizione il festival si è avvalso di importanti collaborazioni pubbliche e private: dalla partecipazione della Regione Emilia Romagna alla conferma e al rafforzamento del legame con la Fondazione Manodori anche attraverso la sede espositiva di palazzo da Mosto, all’inserimento effettivo di palazzo Magnani, fondazione di cui il Comune di Reggio Emilia è divenuto socio, a quelle con la Camera di Commercio di Reggio Emilia e Apt Servizi Regione Emilia Romagna.