Ex Unigreen, ora il trasloco si sposta a Cremona

Questo l'esito dell'incontro in Regione. Ma la Fiom resiste: "La produzione deve restare qui"

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REGGIO EMILIA – Non piu’ in provincia di Pordenone, a 300 chilometri dal posto di lavoro, ma in uno stabilimento in provincia di Cremona, in Lombardia, dove ad oggi lavorano circa 130 dipendenti. E’ questa la proposta che Massimo Bordi, amministratore delegato del gruppo Maschio Gaspardo, lancia oggi ai 35 lavoratori della ex Unigreen di Reggio Emilia, che da 12 giorni hanno occupato la sede di Roncocesi contro il trasferimento.

E’ quanto emerso dall’incontro richiesto dalla Fiom reggiana con l’assessorato alle Attivita’ produttive della Regione, che si e’ svolto questa mattina a Bologna. Un appuntamento a cui seguira’ mercoledi’ un nuovo vertice, convocato questa volta a Palazzo Allende, sede della Provincia di Reggio. “Valuteremo come procedere insieme ai lavoratori da qui a mercoledi’, quando saremo riconvocati al tavolo istituzionale”, non scopre le carte Simone Vecchi, funzionario Fiom che segue la vertenza.

“La nostra posizione rimane quella di mantenere la produzione in citta’ perche’ non si tratta di un’azienda in crisi e il prodotto continua e continuera’ ad avere mercato”. Il presidio permanente dello stabilimento e il blocco delle merci, afferma quindi il sindacalista reggiano, “proseguiranno fino al raggiungimento di una soluzione condivisa. Intanto sottolineiamo che la presenza dell’amministratore delegato che si e’ presentato al tavolo con una nuova posizione e’ un risultato della lotta dei lavoratori senza la quale oggi si troverebbero ancora con la lettera di trasferimento (destinazione Friuli) in mano”.

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