Detenuto rischia linciaggio, la protesta del Sappe

Due poliziotti feriti per sedare una rissa alla Pulce. Il sindacato Sappe denuncia la carenza di personale per riuscire a gestire le criticità

REGGIO EMILIA – Detenuto aggredito da altri carcerati alla Pulce, salvato da un agente. Due poliziotti feriti nel tentativo di fermare il linciaggio.
Il gravissimo episodio viene segnalato dal sindacato Sappe, per voce del segretario Michele Malorni, che segnala come le carenze di personale nella Casa circondariale siano insostenibili, ringraziando poi “tutta la Polizia Penitenziaria che con altissima professionalità e con abnegazione continua a garantire il normale svolgimento delle attività interne ed esterne alla struttura penitenziaria”.

Erano circa le 10.30 circa, all’interno degli istituti penali di Reggio, quando si è verificato l’ennsimo evento critico: una aggressione collettiva di diversi detenuti nei confronti di altro detenuto. “Ci sono stati dei momenti di confusione all’interno del reparto e comunque, fino all’intervento fermo e deciso dell’unico assistente capo di Polizia Penitenziaria presente sul luogo dei fatti che ha tratto in salvo l’aggredito – spiega Malorni -. L’assistente capo, richiedeva l’intervento di altre unità già carenti per il ripristino dell’ordine, disciplina e sicurezza all’interno della struttura penitenziaria, l’attività si concludeva con l’invio dei detenuti e del personale presso l’area sanitaria del carcere per le cure del caso”.

La gestione della rissa ha causato la contusione agli arti superiori di due poliziotti intervenuti, “aggravando ancor di più la gravissima carenza di personale”. Per questo il Sappe “sollecita urgenti e non più rinviabili interventi degli Uffici Superiori dell’Amministrazione Penitenziaria di Bologna e di Roma per l’adozione di provvedimenti amministrativi fermi e decisi. Corre anche obbligo evidenziare che martedì 28 giugno, tutte le Segreterie Provinciali del Sappe Emilia Romagna hanno manifestato davanti al Provveditorato Regionale Dell’Amministrazione Penitenziaria di Bologna per denunciare tutte le criticità degli istituti penali della Regione tra cui quelle di Reggio Emilia”.