Contratto metalmeccanici, duemila tute blu in strada

I sindacati: “Se la situazione non si sblocca a settembre il conflitto sarà ancora più aspro”

REGGIO EMILIA – Si conclude oggi una settimana di grande mobilitazione nel reggiano, con cinque iniziative in quattro zone della Provincia, che ha coinvolto circa duemila metalmeccanici nella vertenza per il complicato rinnovo del contratto nazionale di lavoro.

Questa mattina le ultime 4 ore di sciopero proclamate unitariamente da Fim Fiom Uilm, arrivando così a 20 ore di astensione lavorativa per le tute blu, con un tasso di adesione media vicino al 90%.

Ultima a fermarsi è stata la zona di Guastalla dove si sono mobilitati oltre cinquecento lavoratori  partendo dai due presidi organizzati. Uno davanti ai cancelli della Comer di Reggiolo, dove un corteo è partito fino ad arrivare all’imbocco dell’autostrada, creando grossi disagi alla circolazione. Mentre un altro presidio si è svolto contemporaneamente davanti allo stabilimento dell’Immergas, dove i lavoratori hanno bloccato il traffico sulla strada statale adiacente.

Dal 6 luglio, quando è partita questa nuova tornata di proteste, si sono svolte manifestazioni e blocchi stradali a Reggio Emilia sulla tangenziale all’altezza della rotatoria di via Copernico, a Sant’Ilario dove si è tenuto un presidio davanti l’Interpump che si è poi spostato sulla rotatoria della via Emilia e a Correggio, con un concentramento ai cancelli della Corghi seguito da un corteo sulla statale via per Carpi.

“Sono state giornate di mobilitazione intensa – fanno sapere Sergio Guaitolini, segretario Fiom Cgil  Reggio Emilia, Giorgio Uriti, segretario Fim Cisl Emilia Centrale e Jacopo Scialla, segretario Uilm Uil Reggio Emilia –  dove l’obiettivo non era quello di creare disagi ai cittadini, con i quali ci scusiamo per i ritardi causati, ma piuttosto quello di avere la massima visibilità per provare a sbloccare la trattativa per il contratto”.

Dopo 20 ore di sciopero la partita è ancora tutta aperta “se la controparte datoriale non si farà viva e non aprirà ad una discussione vera e aperta al confronto – concludono i tre segretari territoriali – a settembre il conflitto sarà ancora più aspro”.