“Biglietti Seta, in vista rincari a 1,50 euro” foto

Il M5s attacca la politica dei rincari dell'azienda. E invita Delrio di destinare i soldi della "inutile" bretella Campogalliano-Sassuolo al fondo nazionale per il trasporto pubblico

REGGIO EMILIA – “Un tempo la mobilità era un diritto e il trasporto era un servizio pubblico locale, ora invece è un affare per soliti ‘amici degli amici’. E chi paga? Noi cittadini, con nuovi aumenti dei biglietti degli autobus che sta portando avanti il Pd da Modena attraverso la partecipata Seta e presto anche a Reggio”. Non cambia il ritornello della crociata M5s contro i rincari dei titoli di viaggio nel bacino del gestore Seta, Modena-Reggio-Piacenza. Nel mirino il rincaro del 25% dei biglietti urbani del bus proposto da Seta, passando da 1,20 a 1,50 euro.

Oggi è la parlamentare reggiana Maria Edera Spadoni, insieme ai consiglieri comunali M5s di Reggio guidati dal capogruppo Ivan Cantamessi, a rilanciare l’allarme dei colleghi modenesi all’insegna della campagna social #NoaumentiBigliettiBus.

“Dicono che non ci sono i soldi? Ma guarda caso: i fondi per opere inutili e per le autostrade inutili con le concessioni ai soliti gruppi industriali li trovano sempre”, continua Spadoni incalzando il ministro Graziano Delrio: “La nostra controproposta è diretta anche a Delrio, a cui chiediamo di tagliare del tutto progetti per opere inutili come la bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo, che costerà ai cittadini italiani mezzo miliardo di euro. Potremmo usare quei soldi per il fondo nazionale per il trasporto pubblico ed evitare aumenti dei biglietti degli autobus a Reggio Emilia, Modena, Piacenza e nelle altre città”.

Conclude la parlamentare M5s reggiana: “Ricordiamo a Delrio che se passerà questa manovra a Modena, subito dopo toccherà a Reggio”. Precisa a livello locale Cantamessi: “Il Comune di Reggio ha lanciato un progetto ‘Reggio Respira’ che il Movimento 5 stelle ha condiviso, e che Seta va contro questo progetto e quindi la Giunta di Reggio non può avallare”.