Accordo raggiunto all’ex Unigreen, la Fiom: “Vittoria dei lavoratori”

Dopo tre settimane di occupazione dell'azienda. I dipendenti: "Grazie alle istituzioni e al migliaio di persone che ci ha manifestato solidarietà". Vecchi e Sassi: "La competitività economica deve procedere di pari passo con la coesione sociale"

REGGIO EMILIA – Accordo raggiunto, ieri, fra lavoratori, sindacato e azienda alla ex Unigreen di Roncocesi (azienda che produce attrezzature agricole) dopo tre settimane di occupazione della fabbrica che sono costate alla Maschio Gaspardo di Padova, che è proprietaria dell’azienda reggiana, ben un milione e mezzo di fatturato. I dettagli sono stati illustrati da Simone Vecchi, della Fiom e da Marcello Vita, delle Rsu aziendali, in una conferenza stampa davanti alla sede della fabbrica a cui erano presenti buona parte dei 37 lavoratori che hanno incrociato le braccia in queste settimane.

Vecchi ha voluto sottolineare che l’accordo “è frutto di una lunga lotta dei lavoratori dato che, all’inizio, la proposta era di chiudere tutto e spostare la produzione a Pordenone”. Poi l’azienda, che è impegnata in un lungo e faticoso processo di ristrutturazione aziendale con un’esposizione verso le banche di quasi 200 milioni di euro, ha cambiato idea proponendo Cremona come sede, ma le condizioni non erano ancora adeguate, per il sindacato e per i lavoratori, soprattutto per quel che riguardava gli orari.

Ora l’accordo è stato raggiunto e dovrebbe essere firmato domani in Provincia. Se tutto andrà bene, dal primo gennaio 37 lavoratori inizieranno a lavorare a Cremona. Aggiunge Vecchi: “Ieri si è raggiunta un’ipotesi di accordo che prevede la partenza dall’azienda alle 7,30 di mattina con il ritorno dei lavoratori a Reggio, alle 17,30. Questo consente loro di fare una vita dignitosa simile a quella che avevano prima come orari. Fra l’altro abbiamo ottenuto che due lavoratori con contratti interinali venissero stabilizzati. Ringraziamo anche le istituzioni locali che ci sono sempre state vicine in queste settimane”.

Nel dettaglio l’accordo raggiunto prevede che la produzione venga spostata a Cremona e resti lì, la garanzia che i lavoratori reggiani non saranno più trasferiti in altre sedi e un pullmino con autista pagato dall’azienda che porterà avanti e indietro tutti i giorni i lavoratori. I dipendenti, inoltre, a parità di salario e di mansioni, lavoreranno un’ora in meno con un orario di pausa pranzo ridotto da un’ora e mezzo a un’ora. Straordinari e flessibilità saranno contrattati con le Rsu aziendali.

La ex Unigreen

La ex Unigreen

A questo si aggiungono la possibilità, per chi lo volesse, di avere un affitto di 500 euro pagato per 24 mesi a Cremona e la possibilità, di qui al 31 dicembre 2017, di licenziarsi con un incentivo di circa 25mila euro nette comprensivo dell’indennità di mancato preavviso. Marcello Vita e i lavoratori hanno voluto ringraziare tutte le persone, circa un migliaio, che in queste tre settimane di occupazione dell’azienda sono passate davanti ai cancelli della ex Unigreen ad esprimere solidarietà ai lavoratori.

Vecchi e Sassi: “La competitività economica deve procedere di pari passo con la coesione sociale”
Il sindaco Vecchi e il vicesindaco Sassi commentano: “Esprimiamo apprezzamento per l’accordo che è stato raggiunto, a conclusione della vertenza Unigreen, perché si sono salvaguardati posti di lavoro e si è giunti a una mediazione importante tra le parti, rispetto allo scenario iniziale, che prevedeva un trasferimento della produzione in provincia di Pordenone quale unica opzione. La gestione di questa situazione di crisi – attraverso la concertazione tra le parti sociali in luogo di scelte unilaterali – ha visto la piena collaborazione tra le istituzioni, a cominciare dal Comune di Reggio Emilia e dalla Regione Emilia-Romagna; un ruolo importante lo ha avuto anche la maturità con cui i lavoratori hanno messo in campo una forma di lotta, ancorché forte, come quella di un presidio permanente della fabbrica. A nostro parere, gli effetti della crisi economica generale sono tutt’altro che terminati e a maggior ragione la difesa di ogni singolo posto di lavoro, in ogni settore, assume un valore economico, sociale, ma anche politico, molto rilevate. La competitività economica non può essere disgiunta, ma anzi procedere di pari passo con la coesione sociale. Con questo spirito, l’amministrazione comunale intende guardare al mondo produttivo, e dunque al lavoro e all’impresa, con l’obiettivo di condividere strategie e indirizzi finalizzati sia alla difesa del lavoro, sia alla creazione di nuova e buona occupazione”.