Quantcast

Vedette per proteggere lo spaccio, così le bande controllano i quartieri

L'allarme dei giovani magrebini in bicicletta viaggia su WhatsApp: "Attenti, arrivano i borghesi". E il mercato della droga fiorisce in zona Teatri, piazza Fontanesi e via Turri

REGGIO EMILIA – “Attenzione che passano i borghesi”. Viaggia via WhatsApp, ma anche con un sms o una telefonata, l’allarme nei quartieri dove si spaccia la droga a Reggio. Un sistema di vedette, come a Secondigliano e a Scampia, dove giovani magrebini in bicicletta pattugliano il territorio, avvisando chi vende droga se sono presenti in zona poliziotti o carabinieri in borghese.

E’ la prima volta che la presenza di vedette viene documentata a Reggio in un’inchiesta giudiziaria. E’ successo con “Paradise”, la recente operazione antidroga condotta dai carabinieri di Reggio, coordinati dal sostituto procuratore Valentina Salvi, in cui è finita in manette una banda di magrebini che vendeva droga in pieno centro storico: la zona dei Teatri, piazza Fontanesi e quella della stazione.

Le vedette, che si mimetizzano molto bene per le vie del centro e della città, stanno sulle loro biciclette o sedute in un bar. Conoscono gli esponenti delle forze dell’ordine che fanno i servizi antidroga in borghese (i “borghesi” appunto) e avvisano della loro presenza se sanno che, in quel momento, nella zona sta avvenendo uno scambio.

Alcuni di loro attualmente sono indagati per concorso in spaccio nell’inchiesta Paradise. Non guadagnano tanto per queste segnalazioni, ma giusto quel che serve per sbarcare il lunario a giovani magrebini che, spesso, sono irregolari sul nostro territorio. Le forze dell’ordine stanno lavorando per ercare di contrastare questo fenomeneo, perché sono soggetti che agevolano lo spaccio di stupefacenti.

La mappa dello spaccio

La mappa dello spaccio

 

Quello delle vedette è un ulteriore tassello del degrado in cui versano molte zone nella nostra città alcune delle quali, come piazza Fontanesi, poli di attrazione della movida reggiana. Una delle tante emergenze che, sicuramente, il tavolo tecnico che si è costituito in prefettura dopo l’omicidio di mercoledì scorso, dovrà occuparsi.