Rete 7, futuro sempre più nero: nuovo sciopero

Giovedì lo stop alle trasmissioni e il sit in davanti alla sede di Coop Alleanza 3.0. La Cgil: "Scorretta la cessione del solo canale, bisogna assumere anche i lavoratori"

REGGIO EMILIA – Lo stallo sulla cessione al gruppo Baronio e l’assenza di piani di uscita dalla crisi, portano i dipendenti di Rete 7 al secondo sciopero dopo quello del 22 aprile scorso: si fermeranno, nel bel mezzo della campagna elettorale per il ballottaggio di Bologna, dopodomani per tutta la giornata. E andranno a manifestare sotto la sede di Alleanza Coop 3.0 a Villanova di Castenaso.

Perche’ e’ alle coop che Rete 7 ha venduto il canale 42, il migliore tra quelli presenti in Emilia-Romagna, ed e’ alle coop che si appellano sindacati e lavoratori chiedendo di non ”abbandonare” il personale dell’emittente a un destino pieno di incognite. Peraltro, come spiega alla ”Dire” Gianluca Barletta della Slc-Cgil, “oltre che ad un dovere morale, vogliamo richiamare le coop ad un dovere tecnico, per cosi’ dire: riteniamo infatti che la sola cessione del canale non sia regolare e su questo abbiamo messo al lavoro i nostri legali”.

In parallelo si sta chiedendo alla proprieta’ di Rete 7 (Spallanzani) di cedere a Coop tutta la societa”. L”alternativa e’ al momento l’interessamento del gruppo di Pierluigi Baronio, fondatore del gruppo Telecolor. Ma qui viene posta una pre-condizione: l’attivazione di un ammortizzatore sociale, la solidarieta’ in deroga. I sindacati chiedono pero’ che prima l’acquirente chiarisca i suoi progetti e come intende applicare la solidarieta’, ma su questo non c’e’ apertura. Anzi, il quadro pare ancora piu’ fosco: nell’incontro della scorsa settimana, “ci e’ stato spiegato che la solidarieta’ serve solo a contenere i costi, non c’e’ un piano di rilancio al momento e se, una volta giunti a fine anno, non ci fossero altri ammortizzatori si procederebbe con i licenziamenti”, spiega Barletta: insomma, “manca un piano di uscita dalla crisi”. Di qui l’appello a Coop.

Al presidio di dopodomani (dalle 15.30), lavoratori (sono rimasti in una ventina) e sindacati daranno “conto di possibili ulteriori iniziative di lotta al fine di tutelare i livelli occupazionali di Rete 7 ed il patrimonio informativo che l’emittente televisiva rappresenta in regione”. Quando fu annunciata la cessione del canale a Coop 3.0, si disse che, senza un compratore di Rete 7, il 31 maggio avrebbe segnato la data della liquidazione dell’azienda.

“Questo per ora non sta succedendo”, dice Barletta, ma la preoccupazione cresce col passare del tempo e il sindacato spera molto anche nel pressing del Pd su Coop. Sulle barricate c’e’ gia’ la Lega nord, “attonita davanti al comportamento di Coop Alleanza 3.0 che a quanto denunciano i lavoratori, continua a rifiutare il dialogo con i sindacati in merito alle gravi conseguenze derivanti da questa operazione”.

Per il sindacato “non si puo’ spacchettare Rete 7 cedendo solo il canale e lasciando da sola l’azienda che produce i contenuti: cosi’- protesta Barletta- e’ come far cassa sui dipendenti per far fronte ai debiti. E’ il complesso dei beni che determina l’organizzazione aziendale e se si cede il canale si cede anche tutto il resto”. Quando Rete 7 e “Comunicare srl” (societa’ di Coop 3.0) annunciarono l’intesa sulla cessione del 100% della societa’ ”Antenna”, operatore di rete sul CH 42 UHF, dissero “di avere raggiunto un accordo importante che consentira’ di valorizzare ulteriormente il principale canale di trasmissione televisiva assegnato alle tv locali in Emilia-Romagna” e che si sarebbero impegnate ad “arginare la grave crisi del settore radiotelevisivo privato e salvaguardare il maggior numero di posti di lavoro”. I dipendenti risposero con un pacchetto di 10 giorni di sciopero: il primo immediato, il secondo c’e’ giovedi’ (Fonte Dire).