“Reggio non può essere la capitale delle morti bianche”

Maglia nera in regione e sei vittime sul lavoro da inizio anno. La Cisl suona la sveglia ai sindacati e invita Inail a fare di più

REGGIO EMILIA – “Reggio Emilia non può essere la capitale delle morti bianche. Sono troppi, nella nostra provincia, sei morti sul lavoro da inizio anno. Anche uno solo avrebbe dovuto interrogarci”. Michele Del Fabbro, segretario Cisl Emilia Centrale con delega alla Sicurezza sul lavoro, commenta così la relazione annuale del 2015 presentata dall’Inail, che in Emilia-Romagna assegna a Reggio, (con sei decessi al pari di Forlì-Cesena) la maglia nera su base regionale, mentre a Modena sono tre gli infortuni mortali da inizio anno.

“Un numero drammatico a vent’anni dall’introduzione in Italia delle direttive europee in materia di sicurezza e prevenzione sul lavoro. E’ ormai inaccettabile che ogni anno alla presentazione dei dati da parte dell’Inail si ripresentino sempre situazioni inalterate”, commenta Del Fabbro. Ma la Cisl è preoccupata anche per i dati sui morti a seguito di malattie professionali “che a Reggio Emilia e Modena in un passato più lontano avevano il nome di silicosi mentre oggi sono mesoteliomi e carcinomi”.

Per Del Fabbro, “è del tutto evidente che vi siano ancora molte azioni da mettere in campo sul piano della sicurezza e sulla prevenzione da attuarsi sui luoghi di lavoro. Il sindacato deve ridefinire il proprio ruolo di rappresentanza su queste materie”. Per questo, conclude il sindacalista, “sollecitiamo anche l’Inail ad attuare strategie di promozione della partecipazione dei lavoratori e il miglioramento delle relazioni industriali sui temi della salute e sicurezza sui posti di lavoro”.