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Parcheggiatori abusivi, intervenire subito senza alibi

E' preoccupante che forze dell'ordine e amministratori di una città permettano che intere aree vengano lasciate in balia di immigrati irregolari che le gestiscono a piacimento

REGGIO EMILIA – La donna rapinata da un parcheggiatore abusivo ieri mattina nel parcheggio dell’ospedale, “colpevole” di non dargli qualche spicciolo, è solo la goccia che fa traboccare il vaso di un fenomeno che è sotto gli occhi di tutti e che va eliminato. I parcheggi della nostra città sono pieni di immigrati, sicuramente per lo più irregolari, che vendono merce illegalmente, svolgono, altrettanto illegalmente, l’attività di parcheggiatori abusivi e chiedono in continuazione denaro per qualsiasi cosa: portare indietro un carrello, aiutare a trasportare la spesa.

Questo per quel che riguarda i centri commerciali. In altri parcheggi, invece, è pressante la richiesta di scontrini non ancora scaduti da rivendere poi ai reggiani che dovranno parcheggiare lì la loro auto. Per chi è giovane e robusto è solo una seccatura da liquidare con un “no grazie”, ma per i più indifesi, donne e anziani, può diventare un problema confrontarsi con questi soggetti che possono incutere timore. E allora, tante volte, piuttosto che discutere, si paga. Se ci si ribella, può accadere quello che è successo alla signora ieri mattina all’ospedale.

La Lega Nord la butta in politica, ovviamente. E ne ha tutto il diritto. Questo giornale non fa politica ma, sinceramente, trova piuttosto preoccupante che forze dell’ordine e amministratori di una città permettano che intere aree vengano lasciate in balia di immigrati irregolari che le gestiscono a piacimento. La soluzione sicuramente non è semplice, ma bisogna intervenire. Possibilmente senza rimpallo di responsabilità e senza addurre le solite scuse. Perché i cittadini le tasse le pagano tutti i giorni e non possono tirare in ballo scuse quando è ora di dare soldi allo Stato, altrimenti arriva Equitalia e si pignora tutto. Pretendiamo che amministratori e forze dell’ordine facciano lo stesso. Grazie.