Oberati e “sgridati”, scioperano i portalettere

Lunedì lo stop contro il recapito a giorni alterni: "E' un flop dannoso"

REGGIO EMILIA – Il postino che suonava due volte adesso fatica a farlo anche una sola, mentre lettere inviate a pochi chilometri di distanza si accumulano e impiegano fino a 20 giorni per arrivare a destinazione. Sono gli effetti del nuovo modello organizzativo di consegna della corrispondenza a giorni alterni, sperimentato da alcuni mesi in alcune regioni, contro cui i lavoratori emiliano-romagnoli del comparto saranno in piazza il prossimo lunedi’ 27 giugno.

Alla giornata di sciopero con manifestazione davanti alla Prefettura di Bologna, indetta da Slc-Cgil, Slp-Cisl, Uilposte e Failp-Cisal, aderiscono anche gli operatori di Reggio Emilia. Nel comparto operano a livello provinciale circa 700 lavoratori di cui 300 nel settore “comunicazione e logistica” (recapito e portalettere suddivisi in nove centri di recapito) e 400 nel settore “mercato privati” (gli uffici postali) tra operatori negli uffici, commerciali e impiegati tecnico amministrativi, che svolgono attivita” di servizio, ma negli ultimi anni anche attivita” di vendita di prodotti finanziari, assicurativi e bancari.

Solo in due anni pero’, sottolineano i segretari Mirco Pellati (Slc), Luigi Cerreta (Slp), Giuseppe Fabozzi (UilPoste) insieme alle Rsu Giuseppe Branca (Uil) e Ciro Silimbri (Cgil) “si sono perse 280 unita” di personale dalle 980. E adesso i portalettere, a cui vengono assegnate zone piu’ ampie, non riescono a volte a coprirle tutte”. Non solo: “I cittadini si lamentano con i lavoratori nonostante questi facciano sempre piu’ spesso ore di straordinari non pagati pur di smaltire le eccedenze ed evitare accumuli come avvenuto a Parma”, denunciano le organizzazioni, mentre Branca evidenzia “un clima ormai di sfiducia e sconforto tra i lavoratori, che non aiuta certo a fare un buon servizio”.

All’unanimita’ i sindacati affermano poi che la sperimentazione della consegna a giorni alterni “non ha funzionato peggiorando le condizioni dei lavoratori e il servizio offerto agli utenti, che dovrebbe invece essere ”universale”, secondo quanto previsto dal rapporto tra Stato e Poste”. Le lettere indirizzate alla provincia, infatti, vengono prima inviate a Bologna per essere “lavorate”, allungando cosi’ i tempi di consegna.

Ai disservizi si e’ poi aggiunto un altro tema cruciale per i sindacati, pure questo al centro della manifestazione regionale. Si tratta della decisione del Consiglio dei ministri di quotare in borsa dopo l’estate il 29,7% dell’azienda, oltre al 35% circa gia’ quotato, e al restante 35% delle azioni che passera’ dal ministero dell”Economia alla Cassa depositi e prestiti. Un’operazione cioe’ che per le le sigle portera’ “ad una definitiva privatizzazione delle Poste”.

Per sollevare l’attenzione su questi temi era gia’ stato indetto un primo pacchetto di sospensione degli straordinari andato in scena a maggio. Il 10 giugno scorso ne e’ partito un secondo che si protrarra’ fino all’8 luglio. Il 27 giugno, infine, la manifestazione regionale a cui i reggiani andranno con quattro pullman messi a disposizione dai sindacati (Fonte Dire).