Metalmeccanici, la protesta alza i toni

La protesta potrebbe bloccare le strade. I sindacati: "Chiediamo scusa in anticipo ai cittadini". Lo scenario: la ripresa che non c'è

REGGIO EMILIA – Non va in vacanza e sale anzi di tono la protesta dei metalmeccanici reggiani per il rinnovo del contratto nazionale. Dopo sei mesi di confronto senza risultati con Federmeccanica i circa 27.000 lavoratori del comparto di Reggio e provincia sciopereranno per altre quattro ore (che si aggiungono alle 12 effettuate nelle scorse settimane) con manifestazioni che si terranno sul territorio dal 6 al 12 luglio.

Le iniziative, indette unitariamente da Fim, Fiom e Uilm non passeranno inosservate perché sono previsti volantinaggi sulla via Emilia e in altre strade, che causeranno disagi alla viabilità. In particolare la prima manifestazione è prevista a Reggio Emilia mercoledì 6 luglio davanti all’Obi dalle ore 9.30 con corteo fino alla rotonda Nicolò Copernico. A seguire Correggio (giovedì 7 luglio davanti alla Corghi centrale, con corteo sulla statale 468 per Carpi) e la Val D’enza (il 7 luglio con manifestazione sulla via Emilia). Nella Bassa invece il 12 luglio ci saranno due manifestazioni: sulla strada a Reggio-Rolo martedì 12 luglio alle 9.30 davanti alla Comer (azienda del presidente di Federmeccanica Fabio Storchi) con corteo fino alla rotonda autostrada e volantinaggio alla rotonda stessa, e a Lentigione (Brescello), alle 9.30, davanti all’azienda Immergas in via Cisa Ligure con presidio.

“Chiediamo scusa per i disagi che si potessero determinare ai cittadini e ad altri lavoratori- dicono i segretari Sergio Guaitolini della Fiom, Giorgio Uriti della Fim e Iacopo Scialla della Uilm- ma ad una posizione dura di chiusura da parte di Federmeccanica opporremo una reazione altrettanto determinata”.

Nell’attesa dei nuovi scioperi, intanto, i sindacati hanno reso permanente e a tempo indeterminato il blocco degli straordinari e delle ore di flessibilità in azienda, che erano stati previsti inizialmente solo per due giornate. Il motivo Uriti lo spiega così: “Dopo gli scioperi di aprile e maggio, molto partecipati anche nelle aziende, ci saremmo aspettati un rilancio della fase negoziale che però non c’è stato. Non possiamo accettare una proposta dell’associazione di categoria che mette in discussione il contratto di secondo livello, il salario dei lavoratori a cui non viene dato un vero aumento e le stesse relazioni sindacali”. Sulla stessa linea Guaitolini che aggiunge: “Siamo di fronte ad un rinnovo contrattuale che qualcuno vuol far diventare la riscrittura di un modello contrattuale, cancellando il ruolo e il significato del contratto nazionale. Un fatto grave perché deciso in modo unilaterale e in un momento in cui, come hanno riconsociuto gli stessi imprenditori reggiani nella loro assemblea, la ripresa è a macchia di leopardo ma con più macchie che altro”.