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Mafie, il M5S: “Su catasto reggiano l’ombra della corruzione”

Il caso arriva alla Camera dopo le denunce del dirigente Scalzulli

REGGIO EMILIA – Nel catasto di Reggio Emilia “si celerebbe l’ombra dell’intimidazione e della corruzione”. Per questo in un’interrogazione a prima firma della deputata reggiana Maria Edera Spadoni, il Movimento 5 stelle chiede al governo “quali iniziative intenda intraprendere per prevenire ed eliminare totalmente i rischi in cui possono incorrere dirigenti che ricoprono ruoli strategici” e per “scongiurare il rischio di falsificazioni delle rendite catastali, causa di ingenti danni erariali ai comuni e allo Stato”.

L’atto ispettivo dei pentastellati prende le mosse dalle denunce sulla stampa dell”ex dirigente del catasto di Reggio Potito Scalzulli che, con esposti in Procura e alla Direzione distrettale antimafia, aveva denunciato un “interesse politico sul Catasto” e un sistema di “taroccamenti” delle rendite catastali “che hanno causato un danno erariale molto pesante a Comune e Stato”.

Il dirigente aveva anche ricevuto delle lettere anonime intimidatorie. I 5 stelle ricordano infine come l’indagine sul catasto partita dalle denunce di Scalzulli, in cui e’ stato indagato anche il consigliere comunale Salvatore Scarpino del Partito democratico, e’ stata prescritta. Ma grazie al sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini, che ha riaperto il caso ed e’ stato ascoltato in Procura, e’ ripartita una nuova inchiesta.