L’allarme del M5S: “Il processo Aemilia rischia lo stop”

Il presidente Caruso va verso la guida del tribunale di Bologna. I pentastellati chiedono che tenga il doppio incarico

REGGIO EMILIA – Il processo Aemilia rischia una battuta d’arresto. Tra circa un mese il presidente del tribunale di Reggio Emilia (dove sono incorso le udienze dibattimentali), Francesco Caruso, dovrebbe trasferirsi alla guida del palazzo di giustizia di Bologna. E cosi’ la decisione del Consiglio superiore della magistratura aprirebbe di fatto una ”crisi” nel procedimento reggiano contro la ‘ndrangheta che vede alla sbarra 147 imputati.

Nel caso in cui Caruso che presiede il collegio giudicante dovesse venire trasferito, il processo tornerebbe infatti al punto di partenza. Il presidente si e’ per questo dichiarato disponibile anche a mantenere il doppio incarico (alla guida del Tribunale di Bologna e nel processo a Reggio), impegno pero’ gravoso oltre che non scontato.

Sulla questione intervengono dunque i deputati e i senatori del Movimento 5 stelle, Maria Edera Spadoni, Luigi Gaetti (vicepresidente della commissione Antimafia), Giulia Sarti (membro della commissione Antimafia), il deputato Michele Dell’Orco, e Vittorio Ferraresi (capogruppo in commissione Giustizia alla Camera) che si rivolgono oggi al presidente della Corte d’appello di Bologna, esortandolo a confermare il doppio incarico di Caruso. “In caso contrario – sottolineano – ci potrebbero essere dannose ripercussioni sui tempi del processo Aemilia con conseguenti rallentamenti, dovendo iniziare da capo e dovendo partire dal primo testimone”.

Il processo Aemilia, aggiungono i pentastellati, “e’ un processo importantissimo e delicatissimo che sferra un duro colpo al cuore della ‘ndrangheta e al suo radicamento nel nord Italia. Dobbiamo assolutamente fare in modo che proceda nel solco gia’ tracciato, senza dover subire grandi scossoni e rallentamenti nell’assetto della Corte e nei tempi di realizzazione”. Riconoscendo a Caruso “una grandissima scelta di responsabilita’” i parlamentari concludono: “Nella completa autonima della magistratura, siamo fiduciosi che il nostro pubblico appello e la volonta’ espressa dallo stesso Caruso siano prese seriamente in considerazione”.